Cartelle consorzi bonifica e Pac, Mennea (Pd): “Non siano incubo per agricoltori”

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“Un tempo l’agricoltura era ritenuta una leva determinante ed essenziale dell’economia del Paese, afferma il consigliere regionale del Pd Ruggiero Mennea. Oggi, purtroppo si tende a scaricare il fallimento delle politiche industriali nazionali su un comparto che è fatto di tanti operatori agricoli che quotidianamente si sacrificano per mandare avanti le proprie piccole e medie imprese. Un declino questo, che deve essere fermato se si vuol dare forza al rilancio di tutta l’economia locale, regionale. nazionale ed europea.

Noi – riferendosi anche ai vertici provinciali e regionali del PD – in linea di principio, siamo contrari alla vessazione delle imprese condotte dalle mani callose degli imprenditori agricoli e non accettiamo più che per colpa di pochi debbano pagare tutti. La vicenda delle cosiddette “cartelle pazze”  – evidenzia  il Consigliere Regionale – deve trovare  una soluzione tempestiva che deve vedere da un lato l’esclusione dal contributo degli immobili urbani (già abbastanza tartassati) e , dall’altro, un avvio graduale per il primo anno del pagamento del tributo, con un tetto massimo per ogni ettaro di terra dai 30 ai 40 euro.

E’ vero – afferma Mennea- che i consorzi di bonifica (quelli diligentemente amministrati) sono utili per l’agricoltura ma, per apprezzarne gli effetti, occorre esplicitare prima quali saranno gli interventi di bonifica e manutentivi da farsi sui terreni, nei canali e sui collettori di raccolta delle acque meteoriche. Si devono concertare meglio con chi vive nei campi tutti gli interventi prioritari e necessari, così da rendere protagonisti attivi gli agricoltori e non solo dei semplici e passivi contribuenti. Sarebbe auspicabile che su ogni avviso di pagamento fosse indicato il servizio che deve essere effettuato magari, anche il luogo e l’impianto. Comunque, va precisato che fino a quando non verrà presa una nuova decisione, gli avvisi di pagamento non ancora pagati, non produrranno sanzioni ed interessi.

E’ nostro convincimento – continua Mennea – che il Partito Democratico debba schierarsi al fianco del mondo agricolo e difenderlo con le unghie e con i denti se vogliamo che un qualsiasi programma di rilancio dell’economia possa avere efficacia nel tempo.

Per la PAC – continua il Consigliere Mennea – non v’è dubbio che c’è stata una inversione di rotta che tende a riequilibrare e a rimodulare gli aiuti comunitari. Le principali novità riguardano gli aiuti accoppiati, convergenza e tagli ai premi più alti che danno un maggior equilibrio all’assetto dei pagamenti diretti. Più spazio agli Under 40, risolto anche il nodo dell’agricoltore attivo. L’accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni sulle scelte nazionali per l’applicazione in Italia degli aiuti diretti previsti dalla riforma della PAC è stato di fatto raggiunto, anche se manca ancora il timbro dell’ufficialità. Nel corso della riunione del 12 giugno scorso, infatti, il documento portato al tavolo della Conferenza, con il voto contrario del Veneto non ha consentito di raggiungere l’unanimità.

Fumata grigia, quindi – sottolinea Mennea – che tuttavia nel giro di un mese dovrebbe diradarsi. Dal punto di vista formale, infatti, in caso di mancata intesa in seno alla Conferenza Stato-Regioni la normativa prevede che, decorsi 30 giorni dal mancato accordo, la decisione può essere assunta dal Consiglio dei Ministri con parere motivato. Il che consentirebbe di rispettare la scadenza dell’1 agosto prossimo, data entro cui ogni Stato membro deve comunicare a Bruxelles le proprie scelte su aspetti chiave della recente riforma. Fatta questa importante precisazione, vale la pena  – spiega il Cosigliere Democratico – soffermarsi sui principali punti del documento di compromesso, sui quali si è concentrata la discussione, anche in vista del potenziale impatto sull’agricoltura italiana e, quindi pugliese, durante l’intero periodo della riforma: il processo di convergenza dei titoli e la percentuale greening; la tanto sofferta questione degli aiuti accoppiati, argomento delicatissimo per l’Italia e misura protagonista dell’aspro dibattito tra gli attori coinvolti; nonché la discussa figura dell’agricoltore attivo e la normativa di riferimento da definire.

Altre decisioni importanti riguardano: la scelta del sostegno rafforzato a favore dei giovani agricoltori; la formula della degressività per le aziende che si collocano nella fascia più elevata di aiuti diretti; al contrario, dal basso, l’individuazione della soglia minima dei pagamenti, al di sotto della quale non si ha più diritto all’aiuto comunitario. E ancora, l’adozione del regime semplificato di piccolo agricoltore. Si è deciso comunque, di attuare solo in minima parte la grandissima quantità di opzioni previste dal pacchetto complesso dei pagamenti di base, con l’obiettivo di attuare una profonda semplificazione.

Per quanto riguarda le priorità – sottolinea Mennea –  si è puntato a rafforzare il sostegno ai giovani, privilegiare la componente lavoro del sistema agricolo, avviare una più equa redistribuzione delle risorse. L’intesa prevede comunque una verifica intermedia sull’impatto delle principali misure, che dovrà essere effettuata entro il 2016. Non è certo una PAC – conclude Ruggiero Mennea – che favorisce l’agricoltura italiana e pugliese, per questo non smetteremo mai di far sentire la nostra voce insieme a quella dei nostri europarlamentari, per tutelare, in primis, il comparto dell’olivicoltura che risulta il più colpito. Abbiamo chiesto ed ottenuto che nel corso di questo mese venisse discusso questo argomento in Consiglio Regionale, durante il quale faremo l’ultimo tentativo per recuperare lo spazio sottratto all’economia agricola pugliese”.

Fonte: comunicato stampa


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