Canosa di Puglia, Consiglio comunale monotematico sul tributo 630 Consorzio Bonifica

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La manifestazione si è svolta nonostante l’Amministrazione comunale e l’assessore all’Agricoltura, Leonardo Piscitelli, in particolare, abbiano chiesto da circa un mese, alla Regione Puglia e al Consorzio di Bonifica “Terre D’Apulia”, la sospensione del pagamento del tributo n. 630 (con affissione di manifesti e diramazione di comunicati stampa), e invitando coloro che avevano ricevuto l’avviso al non pagamento del tributo, in attesa di un chiarimento. L’assessore ha inoltre richiesto un incontro urgente con i vertici della Regione e del Consorzio, che potesse fugare ogni dubbio.

L’Amministrazione La Salvia, infatti, è sempre stata vicina agli agricoltori, invitando la Regione e il Consorzio a chiarire ogni perplessità. “La contribuzione del tributo con codice n. 630 al Consorzio di Bonifica – ha ribadito Piscitelli (così come scritto in una nota del 24 giugno inviata al presidente Nichy Vendola, all’assessore alle Risorse Agroalimentari, Fabrizio Nardoni e al Commissario straordinario del Consorzio, Giuseppe Antonio Stanco), pone degli interrogativi e perplessità, e presenta errori catastali e di calcolo del tributo stesso. In un articolo pubblicato sabato 28 giugno 2014 dalla Gazzetta del Mezzogiorno, inoltre, viene comunicato che nell’incontro del 27 giugno 2014, i capigruppo della maggioranza con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, concordano la sospensione dei pagamenti del tributo n. 630 (miglioramento fondiario) del Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia”.

La proposta di delibera dell’Amministrazione La Salvia – anticipa inoltre l’assessore Piscitelli – che sarà presentata al Consiglio comunale il prossimo 23 luglio prevede:

Di chiedere ed impegnare la Regione Puglia e il Consorzio di Bonifica Terre D’Apulia di SOSPENDERE E ANNULLARE IL PAGAMENTO DEL TRIBUTO 630 (MIGLIORAMENTO FONDIARIO) pervenuti a Canosa di Puglia il 17 e 18 giugno in quanto ingiusto ed iniquo;

Di chiedere ed impegnare la Regione Puglia e il Consorzio di Bonifica “Terre d’Apulia” a rideterminare il costo dei servizi con un giusto ed equo indennizzo delle opere di manutenzione dei canali, insistenti sul territorio e dei coefficienti di calcolo del tributo n. 630;

Di chiedere ed impegnare il Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia e la Regione Puglia che le richieste d’indennizzo dal Consorzio al Socio /Contribuente, devono essere riferite a lavori “realmente effettuati”;

Di chiedere ed impegnare il Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia e la Regione Puglia che le richieste del Consorzio al Socio/Contribuente fissandone un limite massimo della quota pro capite per titolare/proprietario degli immobili;

Di chiedere ed impegnare il Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia e la Regione Puglia che le richieste di pagamenti del Consorzio al Socio/Contribuente siano effettuate successivamente all’esecuzione dei lavori di manutenzione dei canali ed opere di miglioramento fondiario;

Di chiedere ed impegnare il Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia e la Regione Puglia che i lavori di manutenzione del Consorzio ne determinano un effettivo beneficio reale agli immobili dei Soci/Contribuenti;

Di chiedere ed impegnare la Regione Puglia e il Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia che i lavori da realizzare dal Consorzio siano concordati con l’Ente Comunale locale di competenza;

Di chiedere ed impegnare Regione Puglia e il Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia che la quota di consumo dell’acqua – Canone irriguo- distribuita agli agricoltori nell’agro di Canosa di Puglia sia ridotta a ed omogeneizzando i costi con il confinante Consorzio di Bonifica di Capitana, che si trova all’altra sponda del fiume Ofanto, che ne determina il confine provinciale dei due Consorzi e che distano appena circa 30mt,. Una concorrenza sleale, che falsa i prezzi di mercato dei prodotti agroalimentari e ne determina una differenza notevole dei costi (pur facenti parte della stessa Regione);

Di chiedere ed impegnare la Regione Puglia – alla piena attuazione alla Legge 59/97 e al D.lgs. 112/98, laddove stabiliscono che le funzioni di difesa del suolo devono essere trasferite ai Comuni (che hanno già la competenza in materia di primo intervento di protezione civile e presto gestiranno anche il catasto) e alle Province (che coordinano già oggi il territorio con il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale). Ai Consorzi di bonifica devono rimanere solamente le funzioni che riguardano il servizio irriguo (la fornitura di acqua alle aziende agricole). Solo così si potrà migliorare la gestione del territorio, sostituendo l’unitarietà della gestione in capo agli enti locali all’attuale sovrapposizione di competenze, che genera irresponsabilità, superando il Regio Decreto del 13 febbraio 1933 n. 215 “Nuove Norme per la Bonifica Integrale Ecologica” oramai obsoleto”.

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