Barletta, lavori di dragaggio al porto. Caracciolo: “Anche al Sud importanti opere pubbliche”

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Nel Porto di Barletta a causa di un fenomeno di insabbiamento determinatosi all’imboccatura negli ultimi anni, sono emerse numerose difficoltà nelle manovre di accesso al bacino portuale soprattutto in condizioni meteomarine sfavorevoli.  Il ripristino di adeguati fondali all’imboccatura consentirebbe non solo di incrementare la capacità operativa del bacino portuale ma anche di adeguare gli standard di sicurezza e ottimizzare le gestione delle attività commerciali.

L’intervento prevede che vengano rimossi i sedimenti che hanno provocato l’interrimento dei fondali all’imboccatura del bacino portuale e ripristinare le quote esistenti. Infatti le caratteristiche idrodinamiche e morfologiche del paraggio del Porto di Barletta, insieme alla natura del fondale, hanno comportato la formazione di accumuli di materiale che negli anni ha portato ad una riduzione delle profondità operative di navigazione.

Nel sito di intervento è stata eseguita una campagna di caratterizzazione dei fondali con il supporto di ARPA Puglia e dell’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

L’ISPRA ha individuato per ciascuna maglia ed alle diverse profondità indagate le classi di qualità del sedimento. In quasi tutta l’area d’intervento sono presenti sedimenti a cui è stata attribuita una classi di qualità A2 che prende il nome di ‘sedimento pulito’ e in minor misura la classe B1-B2-C2 definito ‘sedimento contaminato’. Per il sedimento pulito è previsto lo sversamento in un’area marina non costiera. I sedimenti a cui è stata attribuita la classe di qualità B1, B2 e C2 saranno sottoposti ad un trattamento in situ tipo “Soil washing” mediante l’impiego di un impianto mobile: tale tecnica consente la decontaminazione del sedimento, la separazione delle diverse frazioni granulometriche e l’eventuale riutilizzo della parte più grossolana tramite immersione in mare (alternativa allo smaltimento in discarica), lo smaltimento in discarica autorizzata delle frazione fine e l’eventuale smaltimento in acque superficiali del contenuto d’acqua derivante dall’intero processo di trattamento.

Le procedure relative al sedimento contaminato sono presenti nei pressi delle banchine, dovranno seguire le indicazioni previste dal “Manuale per la movimentazione di sedimenti marini” ICRAM-APAT 2007.

La conferenza di servizi convocata dall’Autorità Portuale del Levante ha la finalità di superare ogni ostacolo ed è in quella sede che andranno chiariti gli aspetti amministrativi e le competenze dei singoli enti coinvolti. A seguire l’Autorità Portuale potrà attivare la fase legata alla gara d’appalto ed all’assegnazione dei lavori, previa verifica di assoggettabilità al VIA e Valutazione d’Impatto Ambientale da parte della provincia di Barletta-Andria-Trani.

L’intervento previsto al Porto di Barletta consentirà di migliorare le manovre di accesso in porto e di rispondere ai nuovi standard dimensionali delle imbarcazioni di ultima generazione. Sulla base di osservazioni tecniche il progetto preliminare è stato stralciato programmando come intervento prioritario, vista la situazione di urgenza, il dragaggio di manutenzione a partire dall’imboccatura del porto, al fine di garantire almeno lo svolgimento delle attività ordinarie.

“Lavori di dragaggio simili a quelli da realizzare nel Porto di Barletta sono previsti per il Porto di Massa Carrara. Gli enti coinvolti nella realizzazione dei lavori presso il Porto di Barletta – evidenzia il consigliere regionale Filippo Caracciolo – hanno l’occasione di dimostrare che anche al sud è possibile realizzare importanti opere pubbliche in tempi ragionevoli. Ribadisco l’invito rivolto agli uffici competenti dei diversi enti affinché sia fatto tutto il possibile per evitare lungaggini burocratiche”.

“L’urgenza dell’intervento programmato dall’Autorità Portuale del Levante per il dragaggio dei fondali nel Porto di Barletta – continua Filippo Caracciolo –  siano un motivo valido perché Comune di Barletta, Provincia di Barletta-Andria-Trani, i settori coinvolti della Regione Puglia, il Ministero per le Attività Culturali, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, la Soprintendenza Archeologica per la Puglia, la Capitaneria di Porto di Barletta e la Asl Bt sappiano dialogare al meglio per remare uniti e per compiere l’intervento da realizzare con risorse già nelle disponibilità dell’Autorità Portuale del Levante”.

 

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