Barletta, la Giunta approva schema Bilancio di previsione 2014: -30% Tasi in zona 167

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 La Legge di Stabilità per il 2014 ha, infatti, introdotto una nuova forma di tassazione denominata Imposta unica comunale (IUC) che comprende una componente patrimoniale costituita dall’Imposta municipale propria (IMU) e una componente legata all’erogazione e alla fruizione di servizi comunali, costituita dal Tributo per i servizi indivisibili (TASI) e dalla Tassa sui rifiuti (TARI). Si è quindi proceduto alla programmazione del prossimo triennio, tenendo conto della provvisorietà delle entrate che solo a luglio inoltrato sono state definitivamente comunicate da parte del Ministero dell’Interno. Ad aggravare la situazione complessiva è da considerare l’enorme peso dei potenziali debiti fuori bilancio che, al netto di quanto già impegnato nel 2013, ammonta a circa 4,4 milioni di euro.

Al fine di strutturare una manovra fiscale che vada in direzione di una perequazione fiscale il più possibile vicina alle esigenze delle categorie meno abbienti, nella determinazione delle tariffe e aliquote si è dovuto tener conto di una serie di scelte dettate da eventi e variabili non sempre derogabili come la presenza di passività pregresse, l’incremento di alcune spese obbligatorie, la necessità di assicurare sempre più i servizi sociali e di contabilizzare le ulteriori riduzioni del Fondo di solidarietà comunale.

Va rilevato che a seguito dei ridotti trasferimenti tra il 2011 e il 2014, il Comune di Barletta ha subito complessivamente una perdita di €11.096.259,32. A partire dal 1° gennaio 2014, l’IMU sulle abitazioni principali, fatte salve le categorie A1, A8 e A9, è stata definitivamente abrogata e in termini di gettito il Comune di Barletta ha perso poco più di 5 milioni di euro,che – sulla base delle nuove norme – debbono essere coperti dalla TASI. Fermo restando che nel 2013 per l’IMU è stata applicata l’aliquota del 4 per mille sulle abitazioni principali, oggi abrogata, e dell’8,6 per mille sugli altri immobili, il bilancio 2014 prevede l’aliquota del 9,6 per mille per gli immobili diversi dall’abitazione principale, e lascia invariata l’aliquota del 4 per mille per le abitazioni principali rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9 e relative pertinenze, con detrazione di 200 euro, mentre si conferma all’8,6 per mille l’aliquota per gli immobili rientranti nella categoria D (tranne D10), quali ad esempio opifici e capannoni e si mantiene l’8,6 per mille per i terreni agricoli.

Per quel che riguarda la TASI, che nelle intenzioni del legislatore dovrebbe consentire ai Comuni di coprire i costi per i cosiddetti servizi indivisibili come le manutenzioni del patrimonio pubblico, la manovra stabilisce il 3,3 per mille, con detrazione fissa di 70 euro oltre a una detrazione di 40 euro per ogni figlio a carico per le abitazioni principali (ad eccezione delle categorie A1, A8 e A9). Per le abitazioni principali appartenenti alle categorie A1, A8 e A9, si prevede il 2 per mille, senza ulteriori detrazioni. Per gli immobili diversi dall’abitazione principale l’aliquota è pari a zero. In tal modo, oltre ad avere benefici in termini di adempimenti fiscali, si evita di scaricare forme di tassazione sulla categoria degli utilizzatori. Tale soluzione consente di recuperare, attraverso la TASI, l’esatto gettito dell’IMU abrogata a partire dal 2014, ovvero 5,1 milioni di euro.

Alla luce della finalità della TASI e della reale situazione di alcune parti della città, con riferimento ai residenti della nuova zona 167, nel Regolamento IUC è stata prevista una riduzione del 30% dell’aliquota fino al completamento dei lavori di urbanizzazione.

Per quel che riguarda la TARI, che sostituisce la TARES applicata nel 2013, non vi sono rilevanti novità rispetto ai principi ispiratori di questa forma impositiva. Con l’avvio graduale del “porta a porta” vengono a rideterminarsi tutti i costi per lo smaltimento in discarica, non solo dei rifiuti indifferenziati, ma anche dell’umido. Va sottolineato che i dati della raccolta differenziata, ancorché avviata solo a Patalini e nel Centro storico, ha prodotto già una riduzione del costo dell’imposta speciale per il deposito in discarica. Il raggiungimento dell’obiettivo fissato dalla Regione consistente nell’incremento della raccolta differenziata di almeno il 5% entro il 30 giugno ha consentito di ridurre di circa 300 mila euro i relativi costi. L’applicazione della TARI avverrà con il metodo normalizzato, ossia tenendo conto delle quantità di rifiuti prodotti e del numero dei componenti del nucleo familiare.

Con la proposta di bilancio di previsione per il 2014 si prevede che l’avanzo di amministrazione possa essere così destinato:

–                     € 2.105.179,46 per la copertura di potenziali passività pregresse, afferenti a spese correnti tra cui è stato stanziato un importo di € 2.795.000,00 relativo a possibili debiti fuori bilancio, in parte riconosciuti, in parte ancora in istruttoria;

–                     € 8.702.709,48 per la copertura di spese di investimento, tra cui € 1.580.432,65 per potenziali debiti fuori bilancio relativi a spese di investimento, in gran parte derivanti da sentenze esecutive su espropri;

–                     € 676.261,41 per garantire gli investimenti cofinanziati da trasferimenti in conto capitale, tra cui l’intervento sulla discarica di San Procopio ed € 5.410.485,00 per investimenti ritenuti urgenti come:

l’integrale copertura per la realizzazione dei sottopassi da parte di RFI, per un ammontare di € 3.460.485,00, non impegnata negli anni precedenti, nonostante una convenzione già sottoscritta;

la costruzione di loculi e nicchie cimiteriali, per un ammontare di € 1.350.000,00, attesa l’ormai non più rinviabile emergenza sugli spazi dell’attuale cimitero;

la realizzazione della fogna di via Callano, per un importo di € 350.000,00.

Si prevede, inoltre, l’acquisizione della quota di minoranza della BAR.S.A. S.p.A., per un ammontare di € 515.000,00;  l’organizzazione degli Uffici del Giudice di Pace a Barletta, a seguito della riforma dei Tribunali, che impone alcuni interventi infrastrutturali di manutenzione, per un ammontare stimato di € 250.000,00, e fornitura di arredi, mobili e hardware per garantirne il funzionamento, per una spesa di € 15.000,00; € 255.530,42 per altri investimenti, compreso il rifinanziamento di contributi per portatori di handicap finalizzato all’eliminazione di barriere architettoniche. Si è quindi agito in modo da strutturare una manovra fiscale senza compromettere investimenti essenziali per la città, che continui a muoversi nella direzione di una perequazione fiscale il più possibile vicina alle esigenze dei contribuenti più deboli, nel segno di quella coesione sociale che resta essenziale per la stessa ripresa nel territorio economico cittadino.

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