Andria, problemi urbanistici Piazza SS.Trinità: pubblicato bando lavori di riqualificazione

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Il progetto nasce dalla volontà di creare uno spazio che induca a modalità di uso diverse e non programmate, dalla volontà di realizzare un luogo complesso unitario nell’identità e molteplice nell’uso. Dai sopralluoghi e dagli incontri di urbanistica partecipata con gli utenti del quartiere e della piazza sono emersi fondamentalmente due problemi: la presenza ingombrante dei pini sui fronti lunghi e quella del manufatto nella parte centrale, entrambi causa della cesura visiva e percettiva oltre che dell’oppressione e contrazione spaziale dell’intero sistema urbano piazza-chiesa e come corollario i problemi di sicurezza per una illuminazione inadeguata.

Il progetto ha come obiettivo, quindi, riportare la vita al centro della piazza attualmente relegata ai margini dagli ostacoli su descritti. Questo obiettivo verrà raggiunto prevedendo la demolizione del manufatto centrale, la manutenzione dei pini ed eliminando la “cesura urbanistica” del parcheggio su via Licurgo, quello prospiciente la chiesa.

La superficie del progetto si compone quindi “dell’intreccio” e della commistione di diversi elementi, ognuno dei quali è una risposta parziale ai problemi e agli obiettivi di riqualificazione della piazza stessa. Le panchine attireranno la presenza degli utenti anche nel centro della piazza visto che si collocano lungo il percorso centrale, il quale avendo forma sfrangiata, crea delle anse come dei sotto sistemi-piazza che da un lato rendono più intimo e meno dispersivo il contatto fra gli utenti e dall’altro impediscono che utenti poco attenti ai beni comuni abbiano a disposizione ampi spazi per le loro rumorose attività.

Elemento fondamentale è il duplice uso della luce: scenografico e di sicurezza. La luce sottolineerà la presenza dei nuovi alberi nani che verranno impiantati al centro della piazza con un tipo di luce puntuale dal basso verso l’alto e che servirà da “decorazione” minimal con dei tagli nelle panchine, dunque sarà l’elemento connettore di questo sistema in equilibrio “instabile”, mutevole e sempre nuovo tra artificiale e naturale.

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