Trani, licenziamenti Villa Dragonetti. Usppi: «Dimissioni della dirigenza»

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Il Direttore Generale  Gorgoni ha confermato l’obbligo di dover trasferire i pazienti psichiatrici in altre strutture convenzionate, poiché la struttura non sarebbe agibile. «Strano – scrivono in una nota il Segretario Nazionale Usppi Nicola Brescia ed il Segretario Provinciale Nicola Preziosa -, perché nei mesi scorsi, gli organi competenti hanno più volte visitato la Congregazione, dichiarando che tutte era in regola. Come mai oggi non lo è più? Cosa si nasconde dietro? Perché devono pagare sempre gli ammalati e i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro per una scellerata gestione?».

In merito ai 44 dipendenti a rischio licenziamento Brescia ha chiesto al direttore della Asl «un suo impegno formale, affinché i lavoratori non perdano il posto di lavoro, o comunque si garantisca una nuova ricollocazione, atteso che, la drammaticità della vertenza potrebbe avere risvolti non auspicabili e non controllabili da parte dei lavoratori interessati».

A seguito di tale incontro e vista l’impossibilita allo stato attuale di altre soluzioni possibili l’Usppi chiede «come sia stato possibile arrivare a tale situazione visto che da due anni aveva lanciato il grido di allarme sulla incapacità dell’attuale Dirigenza di Villa Dragonetti  di gestire tale struttura. Portando allo sfascio una struttura con una storia importante nella realtà sociale del territorio  dell’intera Regione Puglia e che sino ad 1 anno  fa era in grado di accogliere sino a 160 ospiti e dare il lavoro a circa 80 dipendenti. Oggi si è visto ridimensionare a 70 il numero di ospiti nell’enorme edificio di cui è dotata e rischia di ridurre a circa 40 il numero di dipendenti».

L’Usppi chiede alla Congregazione Suore Piccole Operaie del Sacro Cuore «le dimissioni dell’attuale Dirigenza di Villa Dragonetti. L’Usppi indice lo stato di agitazione e annuncia un presidio permanente dinanzi alla Congregazione e proclama tre giornate di protesta da effettuarsi, la prima dinanzi alla Congregazione, la seconda dinanzi al Comune di Trani e la terza dinanzi alla Regione Puglia, ove si chiederà all’assessore regionale alle Politiche della Salute, di aprire una commissione di inchiesta su Villa Dragonetti, e capire le responsabilità di chi ha portato allo sfascio la struttura e se vi sono delle responsabilità di chi ha amministrato (male) la stessa Casa di Cura Villa Dragonetti».

Foto: www.radiobombo.it

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