Ospedali Trani e Barletta, inaugurate “Casa della Salute” e “Breast Unit”: simboli di un cambiamento culturale

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“Due simboli di un cambiamento culturale”: l’integrazione dell’assistenza ospedaliera e territoriale con la Casa della Salute e il farsi carico globale della paziente affetta da tumore al seno con Breast Unit.

“Le inaugurazioni di oggi non segnano solo l’inizio di nuove attività- ha esordito Giovanni Gorgoni direttore generale Asl Bt – ma raccontano il processo di cambiamento che sta caratterizzando l’offerta sanitaria del nostro territorio. A Trani la Casa della Salute , posta all’interno dell’ospedale San Nicola Pellegrino, testimonia la possibilità di riconversione e di riqualificazione dei luoghi e delle risposte di salute e a Barletta la definizione di un percorso di assistenza e cura, supportato da tecnologie dedicate, qualifica al capacità del sistema salute di accompagnare la donna affetta da tumore alla mammella.”

“E’ la prima Casa della Salute della Asl Bt. Realizzata al piano terra dell’ospedale San Nicola Pellegrino di Trani, la Casa della Salute ospita dieci medici di Medicina Generale e sarà operativa a partire da lunedì 14 luglio 2014. Il servizio offre una assistenza h12 e h24 in continuità con il servizio di Guardia Medica. I dieci medici di medicina generale che hanno aderito al progetto garantiranno una turnazione continua dalle 8 alle 20 e saranno supportati da un ambulatorio infermieristico e da una medicheria. Al servizio si accede tramite prenotazione: sono comunque garantite le urgenze e la possibilità di accedere a un medico diverso dal proprio, in base alle necessità. Il servizio di ambulatorio infermieristico supporterà le attività del medico di base, attraverso un servizio a prenotazione, e garantirà assistenza domiciliare in casi specifici. Sarà inoltre attivo un servizio di medicheria.”

La Breast Unit invece, è un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale per le donne affetta da tumore alla mammella. Attraverso questo servizio la Asl Bt offre alle donne un percorso di accoglienza, diagnosi e cura. Un Case Manager guida la donna con neoplasia mammaria o con sospetto tumore della mammella lungo tutto il personale percorso che va dalla diagnosi alla cura, seguendola nei diversi passaggi e nelle fase di follow up. Il tumore al seno è il più diffuso tra le donne, rappresentando il 29 per cento di tutti i tumori.  Considerando le frequenze nelle varie fasce di età, i tumori alla mammella rappresentano il tumore più frequentemente diagnosticato tra le donne sia nella fascia di età 0-49 anni (41 per cento), sia nella classe di età 50-69 (36 per cento), sia in quella più anziana >70 anni (21 per cento).

Nella Asl Bt nell’ultimo triennio preso in esame dal Registro Tumori (di recente accreditamento Airtum) sono stati registrati quasi 700 casi. Tuttavia, il tumore al seno è sempre più curabile. La sopravvivenza relativa a 5 anni dalla diagnosi è in costante aumento da molti anni (78 per cento per le donne ammalate dal 1990 al 1992, 87 per cento dal 2005 al 2007), in relazione all’aumento delle attività di prevenzione e di screening e al miglioramento delle cure. La Breast Unit si pone quindi come uno strumento di integrazione e di coordinamento di tutte le figure professionali coinvolte, garantendo la presa in carico delle donne con sospetto diagnostico e sostenendo la continuità assistenziale anche nelle fasi di follow up.  Il Case Manager è un riferimento stabile per la donna con tumore della mammella e contribuisce a garantire la continuità del percorso clinico assistenziale: è attento ai bisogni della persona, la segue lungo il proprio percorso e verifica che le attività assistenziali siano in linea con i bisogni della paziente.”

Visibilmente commossa è apparsa l’assessora regionale nonché neo europarlamentare, Elena Gentile, la quale ha affermato che  :  “Questa è una della mie ultime inaugurazioni prima di partire per Bruxelles  e  voglio sottolineare come esista ancora  discriminazione  tra nord e sud in merito alle politiche del welfare. Quest’oggi inauguriamo la qualità, l’innovazione  e le competenze professionali e questo territorio a mio avviso meriterebbe un altro ospedale ma nulla toglie che presto potrebbe essere potenziato ulteriormente il nosocomio di Andria.”

La commozione è proseguita quando durante la presentazione è intervenuto  il gruppo di auto mutuo aiuto delle “Amazzoni” ovvero dal greco “coloro che non hanno seno” un popolo mitologico di donne guerriere forti e coraggiose che secondo la leggenda usavano amputarsi il seno per in modo che non creasse impedimento nell’uso dell’arco e del giavellotto  – ha affermato Patrizia Bruno membro del gruppo –  su iniziativa dell’avvocatessa Sabina Santovito e del Dott. Domenico Palmieri il gruppo si è costituito ad Andria il 31 gennaio 2014. Il valore terapeutico del gruppo è connesso alla possibilità di svolgere un ruolo di “helper” ossia ogni componete del gruppo svolge prima o poi il ruolo di chi aiuta sostiene e presta le proprie cure ad un’altra persona con lo stesso problema .”

“Un nuovo tassello di qualità è stato posto oggi al mosaico dell’offerta di prevenzione, assistenza e cura dell’ospedale di Barletta  – ha concluso il sindaco Cascella integrando la sua soddisfazione con  alcuni commenti  pubblicati sui social network – al “sistema salute”  territoriale per i cittadini che debbono affrontare la dura prova della malattia oncologica. Con il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale “Breast Unit” dedicato alle donne con sospetto o affette da tumore alla mammella si completa un percorso che parte dalla diagnosi e arriva alla cura di un male che purtroppo colpisce le particolari condizioni personali delle donne nelle più diverse fasce d’età. E’ importante quindi integrare l’offerta di un servizio clinico moderno ed efficiente per le pazienti con una sensibile attenzione ai bisogni delle persone. Un ospedale deve essere anche questo: un luogo di umanità e socialità.”

Dora Dibenedetto

 

 

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