Nuova Pac e tributo 630, Liberi Agricoltori Andriesi: «Armi letali contro le nostre aziende»

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“Un tempo nessuno avrebbe osato tanto. Oggi la protesta mediatica è diventata arte diffusa ed ecco che protestano ormai tutti ma noi agricoltori che lo facciamo da sempre contro un sistema consociativo che sta ormai portando alla definitiva demolizione e rottamazione anche questo comparto economico storico delle nostre terre e del nostro Paese non ci facciamo più incantare da chi si mostra sempre in prima linea, quasi sempre fuori tempo massimo, approfittando delle situazioni per farsi sentire, fosse anche solo per ricordare a sé stessi di esistere ancora e di avere un qualche ruolo che spesso risulta essere ambiguo ed indefinito.

Sono due le nuove armi letali che, messe insieme e unitamente alla tassazione locale e contributiva ormai non più sostenibile, sarebbero in grado di distruggere definitivamente le piccole aziende agricole: la nuova Pac e il Tributo 630, oltre agli oneri per iscrizione alla Camera di Commercio dalla quale derivano ulteriori adempimenti con aggravi e spese. Per quanto riguarda la Pac abbiamo già ampiamente manifestato il nostro disappunto motivato già da tantissimi mesi prima della campagna elettorale andata malissimo per tantissimi difensori delle politiche agricole in Europa. Per quanto riguarda invece gli avvisi giunti a migliaia di agricoltori del nostro territorio da parte del Consorzio che chiede anche ai proprietari di fabbricati posti nei centri urbani il pagamento di oneri legati ai costi per la cura, la manutenzione e la sicurezza di argini, scoli e canali affidati all’ente consortile, si susseguono incontri di varia natura, quasi tutti scoordinati tra di loro con il rischio che la questione prenda ancora una volta un indirizzo politico per il sol scopo di decidere chi deve appuntarsi la medaglia sul petto, anche se solo mediatica.

E’ stata richiesta la sospensione degli avvisi già inoltrati e lo stop all’invio di quelli ancora da recapitare ma non si capisce ancora se ciò avverrà prima o dopo l’imminente scadenza del termine indicato per il pagamento. Pare che l’assessore regionale abbia preso atto delle lagnanze impegnandosi a sottoporle all’attenzione del tavolo tecnico regionale per dirimere la controversia insorta tra il Consorzio ed i Comuni ricompresi nel perimetro consortile.

Oggi si parla di richieste di pagamento di moltissime centinaia di euro per le aziende fino a raggiungere alcune migliaia di euro per le dimensioni di terreni più grandi; terreni che a questo punto, visto anche il loro valore e la loro improduttività converrebbe quasi lasciare. Terreni che quasi converrebbe lasciare? Sì ma lasciare a vantaggio di chi? Per quali altri scopi? Queste sono straordinarie domande che devono avere risposte perché se questo ulteriore dramma economico che si abbatte sulle nostre piccole aziende agricole coincide maledettamente con la discussione sulla nuova Pac che rischia di far letteralmente sparire dalla circolazione un inimmaginabile e spaventoso numero di imprese così come stiamo dichiarando da molti mesi allora significa che nulla sta accadendo a caso e che si potrebbe trattare di una precisa strategia posta in essere in modo scientifico per distruggere un sistema scomodo ma anche tanto appetibile da parte di speculatori senza scrupoli con intenti ben differenti da quelli di noi braccianti e agricoltori che portiamo la terra sotto le unghie e sotto le scarpe e il suo odore sulla nostra pelle.

Dopo tutto questo un appello a quanti pensano ancora di mostrarsi difensori del bene comune a smetterla con gli effetti speciali e a farsi portatori non solo di cause legali il che è materia di avvocati ma soprattutto di azioni civili, di reazioni sociali e di iniziative sindacali vere e non camuffate perché l’indifferenza o il falso interessamento sono le armi che rendono in politica tutti complici ed uniti nell’arte del manifestare sterili prese di posizioni che già a priori si conoscono non avere alcun effetto ma compiacenti a chi sta, alternativamente, ora da una parte, ora dall’altra. Giochi di società ormai vecchi e visti tante volte con l’unica differenza che al tavolo verde si sono uniti soggetti che avevano nei loro predecessori grandi uomini capaci di mettersi alla testa dei lavoratori e di farsi sentire senza sentirsi a disagio perché la battaglia era sul campo e non sulle comode rosse poltrone a disposizione ormai di chiunque ne voglia trarre più o meno grandi vantaggi non sempre collettivi.

Ciò che sta accadendo oggi all’agricoltura sarebbe stato inconcepibile alcuni decenni fa e vi assicuriamo che allora nessuno avrebbe osato tanto contro di noi”.

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