Canosa di Puglia, a Loconia riapre l’ufficio Consorzio Bonifica “Terre d’Apulia”

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L’incontro – ha dichiarato l’assessore Piscitelli -, programmato nel corso dell’inaugurazione dell’ufficio comunale a Loconia (gestito da un agente di Pm, ndr), è stato molto proficuo.Infatti, l’Ente irriguo ha accettato la richiesta dell’Amministrazione comunale e degli agricoltori del territorio di riaprire la sede di Loconia, chiusa da alcuni giorni, a seguito di un atto intimidatorio subito da un dipendente dell’Ente irriguo.Con l’inaugurazione dell’ufficio di via Venezia (a Loconia, ndr), infatti, abbiamo assicurato la presenza di un agente di Pm sul territorio, che certamente ha rassicurato i dipendenti dell’Ente agricolo. Così gli agricoltori potranno recarsi a Loconia per prenotare l’erogazione dell’acqua per i loro campi: ma dovranno farlo entro una settimana! Infatti, entro la settimana successiva a questa, il Consorzio si è impegnato ad assicurare l’erogazione dell’acqua a coloro che ne faranno richiesta, ma anche ai distretti in cui l’acqua manca.

Inoltre, nelle giornate di sabato 14 e sabato 21 giugno, il Consorzio si è impegnato a chiudere alcuni distretti d’erogazione (circuiti di tubazione d’acqua, ndr)e di distribuzione dell’acqua, per sostituire i vecchi contatori con quelli elettronici, muniti delle relative schede magnetiche, che assicureranno il conteggio dei consumi di acqua.Infine – ha concluso l’assessore – faremo richiesta alla Prefettura affinché si riunisca al più presto un tavolo di concertazione con le Forze dell’Ordine: l’obiettivo è che venga monitorato tutto il territorio e si argini il fenomeno del furto d’acqua. Un fenomeno che impoverisce il Consorzio, costringendolo a far pagare agli agricoltori ben 0,31 euro al metro cubo d’acqua. Cifra che il Consorzio si impegna a ridurre a 0,20 euro, nel caso in cui fosse arginato tale illecito. Gli stessi agricoltori hanno dichiarato di volersi impegnare a sostenere il Consorzio, controllando e nel caso, denunciando, eventuali furti d’acqua, che non fanno altro che impoverire l’intero mondo agricolo”.

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