Andria, agricoltori preoccupati per la nuova Pac. CLAA: «Il sistema locale rischia di saltare»

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“Il nostro Comitato Liberi Agricoltori lo scorso 10 maggio lo ha detto e scritto a chiare lettere. Non proteste strumentali e pretestuose ma il risultato di profonda analisi e conoscenza dell’argomento; quindi già da allora, quando gli incontri sulla Pac erano mascherati perché in realtà di natura elettorale e propagandistica, dicevamo che non bastavano i buoni propositi ma bisognava agire e farlo anche presto per evitare che l’agricoltura cadesse nelle mani dei grandi gruppi economici. Mentre noi lanciavamo l’allarme spaventati ed assolutamente allarmati, giungeva solo qualche timido segnale di disappunto da parte dell’Ente Pubblico comunale di Andria e di fronte a questi timidi segnali fummo proprio noi a chiedere, invece, che tutte le realtà imprenditoriali, economiche, professionali, istituzionali fossero spinte ad agire seriamente e operativamente e non solo diplomaticamente e politicamente in un periodo storico nel quale della politica, locale, nazionale e comunitaria e dei suoi esponenti, sono ormai rimasti in pochi ad avere fiducia ed è stato ampiamente dimostrato dalle percentuali ridicole rispetto al numero degli elettori.

Come comitato libero ed indipendente quindi lanciammo l’invito alla democratica e concreta mobilitazione ma pare che quell’appello cadde irrimediabilmente nel vuoto.

Oggi, a distanza di un mese esatto leggiamo un appello del primo cittadino il quale parla di Pac e di conseguenze gravi per la nostra olivicoltura, cioè dice quello che noi dicemmo allarmati un mese fa, nel periodo elettorale.

Siamo grati all’avvocato per il suo intervento a proposito e crediamo che almeno oggi ci possa essere un’azione concreta e tanto attesa affinché discutano pubblicamente, di fronte a tutti gli agricoltori, di questi argomento e non lo facciano solo sui tavoli istituzionali senza che ne sia neanche data notizia diffusa.

Non sappiamo l’esito dell’incontro che si sarebbe tenuto qualche giorno fa nella Casa del Cittadino ad Andria ma riponiamo la massima fiducia in colleghi capaci e amministratori lungimiranti quindi ci aspettiamo ora una dettagliata relazione dell’incontro tenuto e delle decisioni assunte.

Non sappiamo quanto l’appello rivolto al ministro Martina ed all’assessore regionale Nardoni, anch’egli critico in più circostanze rispetto al provvedimento, possa trovare riscontro e reale proposizione. Sicuramente se nessun segnale dovesse arrivare siamo certi che non potrà essere solo silenzio e rassegnazione quindi ci si prepari ad affrontare la problematica al di fuori dei tavoli istituzionali precostituiti e che nei decenni hanno spesso contribuito o perlomeno non dissuaso all’assunzione di certe decisioni che hanno portato alla distruzione del nostro comparto agricolo.

Chiediamo inoltre che l’incontro aperto e pubblico possa vedere seduti al tavolo i tantissimi rappresentanti istituzionali, presenti e passati, che si sono abbeverati e nutriti nelle nostre terre per portare in Europa le nostre legittime istanze.

Dopo le elezioni, anche a causa dei magri risultati politici conseguiti, non li abbiamo più visti da queste parti quindi sarebbe anche una bella occasione per gli eletti per venire a ringraziare quegli elettori che ancora continuano a credere nelle politiche comunitarie matrigne che servono solo ai politici, ai burocrati e al loro sistema di grandi interessi commerciali a discapito delle piccole imprese agricole.

Il Sindaco dice di “temere che si stiano sottovalutando le conseguenze socio-economiche dell’attuazione della nuova Pac, così come al momento concepita”. Egli ha ragione e quello che egli pensa è solo la minima parte della realtà quindi la mossa sia ancora più energica perché qui l’intero sistema economico locale rischia di saltare nel suo complesso e le conseguenze in termini occupazionali e sociali potrebbero essere drammatiche ed imprevedibili quindi basta con le tattiche, i tatticismi e le posizioni di facciata. Azione e mobilitazione democratica: ne siamo ancora capaci o tutti irrimediabilmente compromessi?”.


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