Trani, Regione Puglia nega AIA all’Ecoerre per la discarica in località Puro Vecchio

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 Il Comune di Trani esce così vittorioso da questa battaglia amministrativa vedendosi totalmente riconosciute tutte le osservazioni formulate dall’assessore all’ambiente, Giuseppe De Simone, durante l’ultima conferenza di servizi in Regione, a cui avevano partecipato rappresentanti della Asl Bat, dell’Arpa Dap Bat, della Provincia ed il dirigente dell’ufficio regionale inquinamento e grandi impianti, Giuseppe Maestri.

“Così come sancito dall’articolo 3 del decreto legislativo 59/2005 e dal decreto legislativo 36 del 13 gennaio 2003 – spiega l’assessore De Simone – è stato rimarcato come i nuovi impianti di discariche debbano essere ubicati ad una distanza sufficiente da quelli esistenti, in modo tale da consentire di distinguere ed individuare i responsabili di eventuali fenomeni di inquinamento, al fine di assicurare una elevata protezione dell’ambiente. La discarica Ecoerre sarebbe ubicata in prossimità della discarica dell’Amiu ed in caso di inquinamento dell’area non sarebbe stato possibile individuare il responsabile. Abbiamo evidenziato come questo concetto si allinea con quanto sancito dal piano di gestione dei rifiuti speciali della Regione Puglia, recentemente aggiornato, inoltre abbiamo evidenziato come il nostro piano urbanistico generale non preveda la localizzazione di discariche in zone già interessate da attività estrattive. Per questi motivi, il progetto Ecoerre non è assolutamente conforme alle prescrizioni ambientali”.

 Le osservazioni tecniche e politiche fornite dall’assessore all’ambiente del Comune di Trani, insieme a quelle delle altre Istituzioni presenti in conferenza di servizi sono state determinanti per il diniego dell’autorizzazione integrata ambientale da parte della Regione, rendendo vane le controdeduzioni fornite dalla società Ecoerre che non hanno in alcun modo modificato il parere contrario.

 Ampiamente soddisfatto il Sindaco di Trani, Luigi Riserbato: “Il progetto della Ecoerre – dice il primo cittadino – avrebbe avuto un impatto devastante sotto il profilo ambientale, minacciando gli insediamenti produttivi e urbani limitrofi. Abbiamo difeso in tutte le sedi utili il concetto di una vocazione del territorio prettamente turistica, di sicurezza e salubrità dell’aria e della salute della popolazione”.

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