Margherita di Savoia, piano di rientro: Amministrazione al lavoro

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La massa debitoria, al 31 dicembre 2013, è di poco superiore ai 7 milioni di euro: un ammontare significativo, una situazione potenzialmente idonea che potrebbe condurre alla dichiarazione di dissesto. Ma è la Corte a ricordare che “se l’adozione di misure di riequilibrio fosse in grado di assicurare il superamento della situazione di illiquidità, non vi sarebbe ragione di ricorrere all’istituto del dissesto”.

L’Amministrazione comunale ha tutte le possibilità, anche se in tempi ristretti, di mettere in campo le iniziative necessarie per risanare i conti. Tra queste la vendita di immobili di proprietà comunale, come l’ex mercato coperto e l’ex scuola media, oltre all’ex istituto scolastico “Di Staso” in zona Armellina, ma anche il recupero delle somme dell’Ici non pagate da Atisale nel triennio 2008/2010 che permetterà al Comune di incassare una somma di poco inferiore al milione e trecentomila euro.

Tre sono le direttrici che l’Amministrazione comunale dovrà seguire nella redazione del piano di rientro: estinzione dei debiti, restituzione delle anticipazioni di tesoreria e ripristino dei fondi vincolati (come già avvenuto per la bonifica dell’ex Saibi). “E’ necessario adottare tutti i provvedimenti necessari – spiega l’assessore al bilancio, Salvatore Giannino – per evitare il dissesto dell’Ente. Tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, dovranno dare il loro contributo di idee per realizzare il piano di rientro chiesto dalla Corte. Lo ritengo un gesto di responsabilità – conclude Giannino – nei confronti dei cittadini, anche alla luce della pesante eredità ricaduta sull’attuale Amministrazione comunale”.


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