Barletta, vendita immobili pubblici. Collettivo Exit: «Si apra dibattito con la cittadinanza»

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 A cinque mesi dall’approvazione della delibera comunale, comprendente il piano di alienazione  di una parte del patrimonio immobiliare cittadino, Caputo lamenta il completo silenzio del Sindaco Pasquale Cascella che non ha mai cercato confronti e discussioni con la comunità cittadina, su una questione che riguarda non solo le finanze di una città, quanto l’identità culturale e sociale di essa.

“Chiari indici di come l’attuale classe politica, in linea con le precedenti, preferisce serrare la discussione per poter andare dritti e spediti verso il proprio obiettivo, e cioè quello di riparare l’enorme buco in bilancio, utilizzando senza remore le risorse e i beni comuni dell’intera città. Un buco finanziario di cui i cittadini non sono minimamente responsabili, ma di cui pagheranno il prezzo per intero, tramite l’aumento delle imposte cittadine e, appunto, la svendita di edifici come l’ex convento San Andrea, l’ex Anagrafe o i numerosi terreni agricoli; immobili e terreni che avrebbero potuto avere ben più utile ruolo nell’economia e nel contesto sociale cittadino.

 Per il rappresentante del Collettivo il Comune di Barletta, “nel suo nuovo e taciuto ruolo di Agenzia Immobiliare Improvvisata dell’Austerity”, non ha mai preso in considerazione l’idea di una gestione partecipata del patrimonio, “utilizzando la città come semplice risorsa da sfruttare”. Altresì, si potrebbe pensare che la condizione di generale e di progressivo impoverimento abbia costretto gli amministratori a trovare risorse con la “rivalorizzazione” di questi immobili, dandoli in concessione ai privati per cinquant’anni; risorse che potrebbero essere usate per opere e investimenti potenzialmente utili per tutti i cittadini.

Dice Caputo: “Si tratterebbe di un’operazione con una sua logica, e saremmo dei pazzi a voler osteggiare un tale provvedimento. Peccato che si tratti dell’ennesima farsa messa in piedi per giustificare atti di vera e propria rapina. La comparsa di assegni sulla facciata di alcuni immobili interessati dal provvedimento sta lì a dimostrare che non tutti sono disposti a prendere per buono il discorsetto ipocrita che l’Amministrazione vorrebbe propinarci. Il tanto decantato afflusso di capitali è in realtà ben poca cosa se guardiamo attentamente ai prezzi da saldo primaverile attribuiti agli immobili.”

 Allora, la richiesta del Collettivo è che questo provvedimento venga immediatamente ritirato; che si apra una fase di dibattito e di partecipazione con la comunità cittadina, per tentare di dare una risposta seria e condivisa a questo problema; che si immagini, finalmente, un diverso modello di sviluppo sociale ed economico per questa città.

Michele Noviello

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