Barletta, sull’Ecocentro Salerno: «I problemi per salute e ambiente sono altri»

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Salerno tiene a sottolineare come in tutte le città in cui tali impianti vengono realizzati, questi sorgano in prossimità di abitazioni, scuole o parrocchie, per la ragione secondo la quale “sono funzionali sia a supportare il sistema di raccolta ‘porta a porta’, sia a raccogliere quelle tipologie di materiali non coperte dal sistema di raccolta domiciliare.”. In questo modo i rifiuti raccolti sono stoccati in container ermetici e dotati di sistema di copertura posizionati su pavimentazione impermeabile in attesa di essere conferiti agli impianti di recupero secondo una tempistica che si andrà a definire nel Regolamento del Centro. Nello specifico, spiega la portavoce “circa 5/8 container monitorati aiuteranno i cittadini non solo nel loro compito di differenziazione dei rifiuti prodotti ma anche a migliorare il decoro urbano. Se il sistema porta a porta infatti elimina dalle strade cassonetti spesso lasciati aperti, dati alle fiamme e considerati come punto di abbandono di qualsivoglia genere di rifiuto, il centro di raccolta offre la possibilità di eliminarli e di evitare le micro discariche abusive che infestano il nostro territorio. Se sino ad ora abbiamo avuto dunque abbandono all’aria aperta di rifiuti indifferenziati con rischi per l’ambiente e per la salute, con il Centro avremo stoccaggio al chiuso di materie differenziate e pronte ad essere riciclate con conseguente tutela dell’ambiente e della salute.”

Alla luce di queste considerazioni appaiono “incomprensibili” le dichiarazioni di chi è contrario alla realizzazione di tale Centro e la Salerno contrattacca. “I problemi legati alla salute e all’ambiente per i quali ciascun comitato ed ogni parroco dovrebbe lottare insieme alla propria gente sono altri. Il territorio di Barletta ospita un cementificio che brucia ogni anno 65.000 tonnellate di rifiuti e si appresta ad ospitare in località San Procopio una discarica di rifiuti speciali non pericolosi. Inceneritori e discariche inquinano le matrici ambientali quali aria, suolo e falde acquifere con gravi ripercussioni sulla nostra salute eppure su Buzzi Unicem e discarica di San Procopio il silenzio è generale.”

Inoltre, il Comune di Barletta si è impegnato nell’istituzione dell’ATO BAT (ambito territoriale ottimale) che si occuperà dell’impiantistica legata alla gestione dei rifiuti e dell’ARO1 (ambito di raccolta ottimale) che si occuperà dei servizi di spazzamento, raccolta e conferimento. “Eppure- continua Salerno- nessuno tranne noi del coordinamento Rifiuti Zero denuncia la mancanza di coinvolgimento della popolazione in decisioni che avranno enormi ripercussioni sulla nostra salute e sull’ambiente che ci ospita. Il sistema ‘porta a porta’ ed il Centro di raccolta sono due virtuose pratiche di gestione dei rifiuti in quanto sicure e utili all’aumento della percentuale di raccolta differenziata di qualità ma non sono sufficienti. Per questo ribadiamo che l’unica strategia in grado di assicurare sostenibilità ambientale e sanitaria e favorire sana occupazione è la Strategia Rifiuti Zero: bisogna ridurre la produzione di rifiuti, differenziare e riciclare o compostare quelli prodotti e rifiutare qualsiasi pratica di incenerimento e conferimento in discarica.”

Di qui una domanda al Sindaco della città del Colosso, “se l’unico obiettivo del nuovo sistema di raccolta domiciliare supportato dal Centro Comunale di Raccolta sia evitare l’ecotassa o se tali scelte siano l’inizio di un percorso in grado di garantire i diritti alla salute e a vivere e lavorare in un ambiente sano.” L’invito rivolto a tutta la comunità cittadina è quello di partecipare e coinvolgere quanta più gente possibile riguardo le tematiche ambientali che interessano tutti, non solo quelli che abitano le periferie.

Michele Noviello

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