Barletta, Mennea presenta Piano europeo “Garanzia Giovani”: «Opportunità per 15 mila ragazzi della Bat»

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 Ad essere interessati, secondo le stime attinenti all’Italia, circa 900.000 ragazzi che attualmente non seguono alcuno corso di studio e che si trovano senza lavoro; per loro sono stati stanziati fondi pari a 1.5 miliardi di euro, da utilizzare nell’arco di due anni. Questi finanziamenti sono riservati a tutti i Paesi Membri con tassi di disoccupazione giovanile superiori al 25%.

Il Progetto portato avanti dalla Comunità Europea è a mio modo di vedere davvero eccezionale, innovativo, virtuoso.- dice Mennea– L’interesse dell’Europa riguardo la disoccupazione giovanile è cresciuto all’indomani della crisi: questo fa capire come non sia un problema esclusivamente italiano. Come detto questo progetto è innovativo,  perché si effettua un vero e proprio cambio di sistema. Prima, con il sistema della Prima Occupazione, si forniva al giovane orientamento e formazione, poi, lo si lasciava da solo di fronte ad un mondo spietato ed immenso come quello del lavoro: i risultati non sono stati esaltanti. Da oggi, invece, con l’adozione di questo nuovo sistema, non ci si limiterà solo a fornire gli strumenti idonei ad entrare nel mercato del lavoro.

Il Progetto Garanzia Giovani si costituisce di tre fasi distinte e in ognuna viene chiamato in causa un ente diverso, nell’ottica di collaborazione tra tutti gli attori pubblici e privati. Basterà, innanzitutto, iscriversi al portale “Garanzia Giovani”; poi, il secondo step, quello della profilatura, vedrà al lavoro i Centri per l’impiego, che attraverso un colloquio (entro 60 gg dall’iscrizione al portale) capiranno l’indole, le esigenze e i voleri del giovane, così da indirizzarlo verso un ambiente lavorativo piuttosto che un altro, oppure portandolo al reinserimento nel mondo della formazione scolastica. Una volta individuato il campo d’azione il giovane verrà avviato (terza fase, l’intercettazione) sul mercato del lavoro o in quello scolastico ed è qui che gli enti privati, le Associazioni, le imprese dovranno svolgere il loro compito, appunto intercettando il giovane.

Passeranno solo 4 mesi (ovvero dopo 6 mesi dall’iscrizione al portale) prima che il giovane disoccupato possa avere un’offerta di lavoro o che cominci un corso di studio o formazione, congeniale alle proprie attitudini. A favorire l’inserimento del neo occupato la base economica del fondo: quel miliardo e mezzo di euro servirà da incentivo alle imprese, alle aziende per assumere il giovane. Occorre a tal fine che venga fatta una seria opera d’informazione che coinvolga l’intero mondo del lavoro. Dobbiamo favorire la concorrenzialità tra enti privati in modo da agevolare l’inserimento di quanti più ragazzi possibili: ed ecco il virtuosismo di cui sopra.

Se il nuovo Progetto dovesse funzionare, credo che l’Europa deciderà di stanziare altri fondi, più cospicui, per l’avvenire. Ad oggi si pensa che un numero che va tra i 120 e i 240mila di giovani italiani possano essere effettivamente coinvolti in questo sistema. Nella Bat secondo le stime, ci sono quasi 15.000 ragazzi privi di lavoro e non frequentanti alcun corso di studio: una bella opportunità per noi”.

Michele Noviello

1 COMMENTO

  1. Se devo essere sincero ho un sospetto , il progetto e’ interessante ma siamo sicuri che i giovani quelli che oggi sono drammaticamente ai margini della nostra società saranno coinvolti e quindi inseriti veramente in un cammino virtuoso che permetterà loro di uscire definitivamente da quel mondo torbido fatto di povertà ignoranza malavita che troppo spesso troviamo nelle aree sottosviluppate degradate delle periferie …

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