Trani, a Pasqua cibo e sorrisi dal banco alimentare dell’associazione Orizzonti

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La solidarietà è uno dei sentimenti più volte rimarcati e predicati da Papa Francesco, che proprio nel giorno della Santa Pasqua ha puntato il dito sulla piaga della fame e della povertà invocando rapide soluzioni per una problematica che affligge milioni di famiglie in Italia, così come in tutto il mondo.

I poveri non vanno in vacanza a Pasqua nella città di Trani, così come i volontari dell’Associazione Orizzonti che domenica scorsa, come avviene settimanalmente nell’ambito del progetto “Opera Solidale”, hanno consegnato agli indigenti cibo e prodotti ortofrutticoli (offerti dalle aziende Natura e Qualità e Ortosveva di Andria) necessari per poter celebrare a tavola con i propri cari il giorno della resurrezione di Cristo.

Sono loro “i volti della solidarietà”, quelli che non fanno mai mancare il sostegno concreto e un sorriso per chi vive nella povertà, a volte improvvisa e inaspettata, la propria esistenza.

Insieme con i nostri fedelissimi volontari – spiega il presidente dell’Associazione Orizzonti Angelo Guarriello– non abbiamo fatto mancare, nemmeno nel giorno di Pasqua, il nostro abituale sostegno alle sempre più numerose famiglie della Città di Trani che vivono in povertà. Riteniamo importante il significato di questa donazione, avvenuta nel giorno di Pasqua, che ha una valenza non solo sociale ma anche cristiana, intesa come dono di amore per il prossimo”.

Son quasi 70 le tonnellate di cibo che l’Associazione Orizzonti ha dal 2008 recuperato e distribuito ai poveri della Bat. Un percorso di banco alimentare virtuoso che a breve, dopo un lungo percorso di studio e pianificazione, subirà una svolta grazie all’imminente avvio di un sistema informatico capace di immagazzinare il cibo donato e poterlo smistare a seconda delle esigenze alle varie comunità che ne faranno richiesta. Il progetto, “Opera Solidale”, si inserisce in un percorso di ampio respiro che vedrà Orizzonti in prima linea nella lotta contro lo spreco alimentare e le nuove povertà.

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