Barletta, resoconto convegno sulla disabilità “Un viaggio al confine dell’accessibilità”

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L’evento, ultimo di una serie, evidenzia il costante impegno della Rete, volto a sensibilizzare l’amministrazione cittadina e i singoli cittadini sulle tematiche della disabilità.

Si è discusso di barriere architettoniche presenti in taluni edifici pubblici e in alcuni edifici culturali (Teatro Curci, Cantina della Disfida, Castello Svevo) e delle possibili soluzioni al fine di garantire a tutta la comunità la parità di accesso. Accesso che, come più volte hanno anticipato Sabrina Salerno, dell’associazione Beni Comuni e l‘avv. Davide Dimatteo, aderente alla Rete, deve essere garantito senza scorciatoie negli immobili di interesse culturale, poiché essi rappresentano generalmente luoghi della memoria o “spazi preziosi” per la collettività, da utilizzarsi per attività ed eventi.

Tale concetto è alla base dell’art. 3 della Costituzione Italiana allorquando, prevedendo l’uguaglianza tra i cittadini, “impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione nella vita sociale del Paese”.

Il convegno, moderato da Romeo Tuosto, responsabile ufficio per la disabilità della CGIL–Bat, ha visto la partecipazione della Dott.ssa Maria Nardella, Direttore ad interim della Direzione Generale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia che ha relazionato sull’impegno del Ministero per i Beni Culturali ed il Turismo su questo fronte infatti, il Ministero da anni è impegnato sulla accessibilità dei beni da parte delle persone disabili, certo, trattandosi di Beni Storici, il loro adeguamento è complesso ed avvolte difficile, ciò nonostante il Ministero ha intrapreso una buona direzione.

Prezioso il contributo reso dall’architetto Sergio Minutiellodell’AGABAT che, con l’ausilio di alcune immagini e video ha mostrato al pubblico intervenuto, dopo un breve excursus sulla normativa italiana in tema di barriere architettoniche, le criticità presenti negli edifici storici barlettani.

L’attenzione è stata concentrata sul concetto di buona progettualità e dell’inutilità degli interventi sporadici e poco coordinati, che comportano solo dispendio delle poche risorse economiche a disposizione. A riprova, si è effettuata una comparazione tra interventi realizzati negli impianti museali di alcune città come Madrid, Praga. E’ risultato evidente che tali interventi, integrati con le strutture storiche, oltre a garantire il “democratico” accesso ai cittadini e turisti, hanno talvolta garantito anche una migliore valorizzazione degli stessi.

I relatori hanno comunemente sostenuto che il rispetto delle numerose leggi vigenti è un obbligo per i tecnici e gli amministratori. Deriva che, la normativa in oggetto non deve essere considerata una difficoltà aggiuntiva nella progettazione ma, come “valore aggiunto” alla stessa, finalizzato ad una migliore qualità dell’opera in quanto maggiormente godibile. Se un edificio di particolare valore storico o ambientale non può essere adeguato agli attuali standard di accessibilità, pur essendo comunque considerato come “monumento” da conservare, non potrà più essere utilizzato come “contenitore” di funzioni per la collettività quali quelle museali, amministrative, religiose e via elencando se non consente, tra l’altro, la possibilità di accesso e di fruizione agevole a tutti, ivi compresi coloro i quali hanno ridotte o impedite capacità motorie.

Pertanto, alla luce di tutto ciò, è concreto il rischio di vedere per il Comune di Barletta precluso l’utilizzo di un monumento come il Castello, e nono solo, per ospitare manifestazioni culturali di qualunque tipo.

 Sono intervenuti, in conclusione, l’assessore ai Beni culturali, dott.ssa Caroppo, nonché quello ai Lavori pubblici, ing. De Palo, che hanno mostrato la volontà politica e amministrativa di giungere a soluzioni condivise per rimuovere le barriere architettoniche denunciate.

Durante la serata sono state proposte letture a cura dell’attrice Elena Cotugno del Teatro dei Borgia, nonché un foto show a cura de La Tana e di Gigi Cappabianca dell’associazione Punto Focale e dall’esposizione delle creazioni degli utenti del Centro di Salute Mentale della Asl Bat e di soggetti autistici partecipanti al progetto ETHICA_lab.

La Rete si augura che l’attenzione mostrata dai due assessori, su temi così importanti, trovi luce in concreti provvedimenti e che non duri il solo spazio di un convegno, augurandoci che l’Amministrazione Comunale crei un tavolo permanente inerente a questa problematica dove veda protagonisti oltre ai tecnici e la parte politica, quei cittadini che quotidianamente vivono queste difficoltà.

Fonte: comunicato stampa Rete cittadina per la diversa abilità_Barletta

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