Andria, disagi per la differenziata nei negozi: il cassonetto fuori o dentro? Multa in ogni caso

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La questione si era presentata sin dai primi momenti in cui partì la raccolta differenziata ad Andria e i disagi vennero immediatamente posti in rilievo dagli esercenti.

Dopo gli approfondimenti del caso, a settembre 2012 si addivenne comunque ad una soluzione bonaria di mediazione che in qualche modo tendeva a coniugare i due importanti elementi cioè garantire la buona prassi della raccolta differenziata da parte degli esercenti e dall’altra tenere in debita considerazione gli impedimenti strutturali dei locali i quali in ogni caso erano già in possesso di regolari idoneità sanitarie rilasciate precedentemente dalla competente Asl e impossibilitati fisicamente e logisticamente a tenere nei locali, spesso anche piccolissimi locali, i numerosi e ingombranti cassonetti per la raccolta differenziata che, in quanto contenitori e non cassonetti, si aggiungevano ai cestini della raccolta rifiuti già presenti nei locali e non sostituibili con i cassonetti della differenziata.

Oggi, a distanza di qualche anno, pare che l’incresciosa situazione si riproponga ed ecco che la Polizia Municipale ha proceduto all’elevazione di numerosi verbali a carico degli esercenti, anche del centro storico, non solo pubblici esercizi, che tengono fuori dai locali i cassonetti della raccolta differenziata contestando la violazione dell’ordinanza sindacale nr. 420 del 29 agosto 2012 la quale vieterebbe di tenere i fuori dalle attività commerciali e dai pubblici esercizi i cassonetti, anche se regolarmente svuotati e in attesa di essere rientrati al termine dell’attività lavorativa.

“Multe in contestazione che, a nostro avviso-dichiara Unimpresa Bat– vanno immediatamente annullate in quanto questa modalità organizzativa, come più volte e ripetutamente da noi fatto osservare alla competente autorità amministrativa locale e alla competente Asl, è in contrasto con le norme che regolamentano la disciplina dell’igiene pubblica nei locali con accesso al pubblico. La stessa Asl continua ad affermare che in caso di controlli da parte di quel Servizio gli esercenti sarebbero multati esattamente per il comportamento opposto a quello contestato dalla Polizia Municipale quindi qualora quei cassonetti li avessero all’interno dei locali e in locali non idonei e non predisposti a poterli contenere in modo da evitare la contaminazione possibile degli alimenti venduti e/o somministrati al pubblico.

Poiché la condizione che ha causato l’elevazione dei verbali ai locali ubicati nel centro storico cittadino è la stessa, identica che si verifica in moltissimi altri casi nell’intera città, auspichiamo e sollecitiamo un urgente ed immediato intervento che chiarisca fino in fondo la questione e che serva anche a determinare una linea comportamentale univoca tra quello che afferma il Comando di Polizia Municipale che si attiene a quanto iscritto nell’ordinanza sindacale e quanto affermato dalla Asl che potrebbe applicare ancor più pesanti regimi sanzionatori anche qualora vi fossero controlli della stessa Asl o dei Nas che riscontrassero che quei cassonetti stanno nei locali invece di stare fuori da essi.

Intanto anche noi di Unimpresa Bat stiamo promuovendo i ricorsi per l’annullamento dei verbali”.

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