Cementeria, Collettivo Exit a M5S: «Rifiutare i 100 alberi, scambio al ribasso tra salute e ambiente»

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La città di Barletta, Consigliera Catino, deve rifiutare quelle piante e per un motivo molto semplice, perché quella prescrizione non è altro che uno scambio al ribasso tra una classe politica mediocre incapace di tutelare l’ambiente e la salute ed un’azienda che, con questa operazione di facciata, si lava la coscienza.

Lo diciamo con cognizione di causa visto che come movimenti abbiamo seguito l’iter alla Regione per l’autorizzazione per poter bruciare 65.000 tonnellate di CDR e continuiamo a portare avanti una battaglia contro l’incenerimento dei rifiuti nei cementifici.

Ormai è chiaro a tutti che aziende insalubri, in accordo con le istituzioni, cercano di far dimenticare il loro notevole impatto ambientale sui territori con “opere per la collettività”.

L’interrogazione che il Consigliere del M5S ha rivolto al Sindaco Cascella e all’assessore all’Ambiente Pisicchio doveva essere incentrata sul ricorso che la Buzzi Unicem ha fatto al Tar su due prescrizioni ben più consistenti inserite all’interno dell’AIA che riguardano il quantitativo giornaliero da bruciare (attuale 178t/g) e il codice CER che indica il tipo di combustibile da rifiuto, riservandosi,in caso di accoglimento del ricorso, la possibilità di chiedere eventuali danni a Regione,Provincia e Comune.

Il Sindaco Cascella, fautore a parole della legalità e rispettoso delle regole, ha sollecitato l’avvocatura comunale su questa questione? Oppure dobbiamo affidarci alle sue sconcertanti parole durante un incontro sugli ARO dello scorso 26 settembre in cui ha affermato che non avrebbe affrontato la questione dei rifiuti bruciati all’interno della cementeria, per non compromettere i posti di lavoro.

Ma affrontare la questione di aziende insalubri che si trovano al’interno del tessuto urbano non significa mettere in discussione i livelli occupazionali.

Come riportato ieri dalla Gazzetta pochi giorni fa la Buzzi Unicem ha ricevuto da Regione e Provincia il via libera per la modifica del’AIA attraverso il potenziamento del sistema di depolverazione carico clinker su automezzi e l’autorizzazione per nuovo punto di “emissione alimentazione farina al forno”.

Inoltre bisogna far notare all’Assessore all’Ambiente Pisicchio,che la sua incapacità politica e i suoi ritardi producono su questi temi omissioni nei confronti della città visto che all’interno del suo assessorato si trova lo studio che la Buzzi Unicem ha commissionato al CNR (previsto all’interno dell’AIA) per quanto riguarda “le ricadute al suolo delle emissioni e studio della qualità dell’aria nel sito urbano adiacente la Cementeria”.

Questo studio si trova da tempo nei cassetti dell’Assessore senza che questa si preoccupi di renderlo pubblico e di analizzarlo  (studio per noi insufficiente ma che comunque va divulgato perché riguarda l’impatto delle emissioni sulla nostra città),magari confrontandolo con uno studio autonomo promosso dal Comune di Barletta.

Queste sono le obiezioni e le battaglie che una forza politica di opposizione dovrebbe portare avanti nei confronti di un’amministrazione sorda ai bisogni dei cittadini, altrimenti porre l’accento su qualche pianta da installare significa rendersi conforme a quelle forze politiche abituate ad essere complici dei poteri forti”, conclude la nota.

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