Barletta, presentata “Miseria Ladra”: campagna nazionale per scongiurare la povertà

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 L’iniziativa lanciata dall’ associazione nazionale “Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie'”e il Gruppo Abele ,   ha l’intento di cercare dei modi che possano scongiurare l’ulteriore impoverimento della popolazione, “partendo dall’assunto per cui l’aumento spaventoso delle fasce di povertà, la crisi, che dal 2008 in poi sta impoverendo fasce sempre più ampie di popolazione, e la continua precarizzazione del mercato del lavoro siano terreno fertile non solo per il reclutamento e l’addestramento alle attività della criminalità organizzata, ma anche per una crescente infiltrazione delle mafie nel tessuto economico del nostro Paese e delle nostre città.”

Pertanto dieci sono i punti  sui cui  Libera e il Gruppo Abele si battono,  insieme alle associazioni nazionali del terzo settore legate al tema , affinché si possa eludere  la povertà e la crisi, soprattutto  cercando di far leva anche sulle politiche del  Welfare europeo.

1. Ricostruire ed aumentare il fondo sociale e il fondo per la non autosufficienza

2. Una moratoria sui crediti di Equitalia e del sistema bancario

3. Subito i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti di chi fornisce servizi, beni e prestazioni

4. Agricoltura sociale, risanamento del dissesto idrogeologico, riconversione ecologica dell’apparato produttivo e della filiera energetica, integrazione dei migranti, a bilancio complessivo invariato, attraverso la revisione dei progetti di alcune grandi opere inutili, e i tagli alle spese militari

5. Sospendere gli sfratti esecutivi

6. Destinare velocemente il patrimonio immobiliare sfitto nelle città e quello confiscato alle attività criminali per i più bisognosi e ad uso sociale

7. Riconoscere la residenza presso i municipi a tutti coloro che sono senza dimora e temporaneamente in difficoltà così da accedere ai servizi sociali e sanitari

8. Reddito minimo di cittadinanza per sostenere il lavoro

9. Riportare in ambito pubblico i servizi basici essenziali e difesa dei beni comuni

10. Rinegoziazione del debito pubblico

 Alla luce di queste dieci proposte, drastica è stata la disamina mostrata da Giuseppe De Marzo  (coordinatore nazionale Miseria Ladra) il quale ha espressamente esposto dati allarmanti sulla povertà: “ Circa il 40% delle famiglie non fa più un pasto completo, e quella a cui stiamo assistendo è di certo una crisi che può definirsi  una delle più gravi dopo   la seconda guerra mondiale  e con la povertà aumenta anche la dispersione scolastica se solo pensiamo che due terzi della popolazione italiana è minacciata dalla crisi; il governo  nazionale deve piuttosto agire  sulle politiche sociali e sul welfare  se si vuole bloccare questa triste ascesa di suicidi, 121  sono stati coloro che nel 2012 si sono tolti la vita per il forte senso di vergogna provato a causa della perdita del lavoro. Le mafie pertanto prendono più il sopravvento, se pensiamo che la Camorra controlla il sistema previdenziale italiano e tuttavia è da non sottovalutare anche l’ampliarsi delle ecomafie. Le cause di questo  stato di malessere generale  e di indigenza di certo sono da ricercarsi nelle politiche di austerity  che impongono i patti di stabilità e il fiscal compact ,  nelle privatizzazioni , nel caporalato, nella delocalizzazione delle imprese ma soprattutto dal debito pubblico esploso a causa  delle crisi bancarie estere specie quelle statunitensi; pertanto il mio auspicio è che in luoghi come questi ovvero la mensa sociale nella quale ci troviamo, possa pertanto rinascere la speranza.”

Maggior ottimismo è stato espresso  dal vicesindaco di Barletta Anna Rizzi Francabandiera, la quale ha sottolineato :” Più che contributi quel che daremo ai meno abbienti saranno servizi, e buone sono le aspettative  considerando anche il notevole contributo che il Comune ha offerto con il nuovo Piano Sociale di Zona.”

Un focus più dettagliato sulla situazione della miseria pugliese è stato delineato, nel corso della serata, dalla coordinatrice regionale Miseria Ladra , Monica Dal Maso, la quale ha affermato che  “ nel luglio 2013 i dati Istat hanno classificato la Puglia come penultima dopo la Sicilia, come una delle regioni più povere dell’Italia , specie per quel che concerne anche la disoccupazione giovanile. Il 5,2 % delle famiglie pugliesi  sono quelle definite totalmente povere ovvero quelle che non riescono a soddisfare i bisogni primari.  E in un quadro generale ancora una volta le donne sono quelle che fanno sempre più fatica a collocarsi nel modo del lavoro, pertanto a  questa campagna vorrei anche  dare un“ impronta di genere e di pari opportunità I dati Svimez  2013 (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) denotano un PIL  pro-capite in Puglia  decisamente basso, cosi come il settore agricolo che  ha perso il 10% circa della sua ricchezza nonostante sia da sempre stato considerato uno dei settori trainanti dell’economia regionale,  e sempre meno (55%) le concessioni dei mutui alle famiglie pugliesi;  piuttosto una nota positiva va a favore del settore vinicolo sempre più vincente da punto di vista delle esportazioni , delle energie rinnovabili e dei piani ambientali delle nostre città sempre più propense verso il turismo e all’indotto che ne consegue. Cento ventinove milioni di euro per il lasso di tempo che va dal  2013 al 2015  è la cifra posta in essere dal Piano regionale sul welfare che prevede: un ampliamento dei servizi dediti alla prima infanzia, una maggiore inclusione sociale che contrasti l’aumento della povertà,  una promozione della cultura dell’accoglienza verso gli immigrati, un sostegno alla genitorialità, un  integrazione dei servizi socio sanitari e una maggior prevenzione e contrasto alla violenze di genere.  Credo pertanto, che le amministrazioni locali dovrebbero prendere spunto da questo piano regionale per poter poi istituire i propri piani sociali di zona.  Il mio auspicio – ha concluso  Dal Maso – è che la si smetta di ragionare secondo una logica di emergenza ma piuttosto si adottino logiche che diano  un cambio strutturale al sistema nazionale che possa scongiurare drasticamente la povertà.”

 Dora Dibenedetto

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