Barletta, ecco il “MeBaDrone”. I giovani progettisti: «Tecnologia al servizio del territorio»

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 Questo “ragno volante” è un aeromobile a pilotaggio remoto (APR), il che vuol dire che si può pilotare da terra sia tramite radiocomando, sia tramite Pc con coordinate GPS. “Ci sono voluti quasi sei mesi solo per raccogliere informazioni, progettare e assemblare tutti i pezzi. Poi, abbiamo effettuato una lunga attività sperimentale di diverse ore di volo per circa due mesi, alla fine abbiamo potuto certificare la qualità del nostro APR, competitivo e sicuro sul mercato”.

Sebbene lo scopo sociale sia per i due costruttori principale, anche l’aspetto economico riveste significati degni di nota. Questi significati sono due. Innanzitutto, bisogna ammettere che questi apparecchi, in base alla loro ragione d’essere e in base alle loro peculiarità di costruzione, sono “diversamente” costosi. È, quindi, il caso di affermare che il MeBaDrone è una aeromobile altamente professionale e non  costruito per hobby; in più, occorre precisare che per potere guidare questi apparecchi bisogna essere dei veri professionisti, con alle spalle molte ore di volo e permesso rilasciato dall’ENAC(Ente Nazionale Aviazione Civile).

Come detto, dietro la realizzazione di questo robot volante vi è una precisa intenzione: “servire per il bene della comunità”. Alta tecnologia al servizio della gente, quindi; come un Iphone, forse molto di più. Sì, perché, discutendo con i progettisti del drone e un po’ curiosando su internet, si scoprono gli innumerevoli compiti che un drone può svolgere. Ed è in questo aspetto che il significato economico assume notevole importanza. Infatti, il MeBaDrone, dotato di una potentissima fotocamera, può sostituire senza alcuna mancanza in varie operazioni un elicottero, con la differenza che per fare alzare in volo l’ottocottero basta 1 mq e caricare la batteria, mentre per un elicottero occorrono circa 7 mila euro.

Una differenza notevole, notevole se si scoprono tutte le operazioni che il MeBaDrone può compiere. Ed è qui che i due giovani costruttori spiegano il reale senso del multirotore. “In un territorio come il nostro l’uso della nostra tecnologia è quanto mai indicato. Come non pensare di utilizzare il drone per combattere l’abusivismo edilizio, o per controllare tramite fotografia ad infrarossi lo stato di salute delle nostre campagne, dei nostri raccolti; o, ancora, per combattere l’insorgere di discariche abusive; per avere una mappatura dei danni dopo eventi calamitosi quali inondazioni o incendi; o come strumento per la Protezione Civile, al fine di effettuare sopralluoghi in zone pericolose quali immobili pericolanti, zone a rischio di esplosione, aree contaminate; per combattere le mafie con l’uso di droni a mo di agenti. Persino nel giornalismo il drone può trovare il suo campo di utilizzo”.

Nell’era della tecnologia l’uso di apparecchi sofisticatissimi è diventata normalità: lo studio, la passione e la ricerca in questo campo compiono passi da gigante e ad ogni istante della nostra vita corrisponde una scoperta, un’invenzione. Strumenti che non solo ci aiutano a vivere nella routine di tutti i giorni, ma che ci aiutano anche a comprendere la realtà che ci circonda e che spesso per via della sua grandezza è impossibile afferrare. L’utilizzo di queste nuove tecnologie, lo scopo della loro creazione risiede quindi proprio in questo, costante ricerca verso una forma sempre più evoluta di conoscenza.

Michele Noviello

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