Barletta, Bar.s.a. Manutencoop dal 2009 chiede di uscire, Damiani: «Ma i soldi per la quota ci sono?»

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“Una questione ritenuta di “attualità”, che si scopre essere in realtà da anni nell’agenda dell’Amministrazione, la quale ha preferito ignorarla”, commenta Dario Damiani, capogruppo di FI in Consiglio comunale.

“Il riferimento è alla dismissione della quota della società Manutencoop, socio di minoranza della Bar.s.a. Con una lettera protocollata in settimana (Nota sindaco del 25_03_2014), il presidente della Manutencoop è tornato infatti a sollecitare l’Amministrazione in ordine alla soluzione della vicenda, ricordando di aver espresso la volontà di alienare la quota fin dal lontano 2009, anno in cui, con la cessione del ramo d’azienda all’Aimeri, l’attuale socio di minoranza di Barsa ha concluso la sua attività nel settore della gestione del ciclo dei rifiuti.

Da allora, cioè da ben cinque anni, Manutencoop non ha più alcun interesse aziendale a proseguire nel rapporto con il Comune di Barletta, avviato nel 2000 a seguito di gara d’appalto; e nella missiva, l’ultima a quanto pare di una lunga serie, lo ribadisce a chiare lettere.

Tuttavia, la questione delle modifiche all’assetto societario e del futuro della Barsa non è mai state affrontata con decisione dalla precedente Amministrazione che, come in altre situazioni, deve aver preferito nascondere la polvere sotto il tappeto. Ed è proprio la mancanza di strategia politica delle Amministrazioni di centro sinistra che ha portato oggi la Barsa a perdere la commessa per il cimitero e a non avere i requisiti per fare la riscossione dei tributi minori.

Il nodo cruciale di questa vicenda, al di là degli aspetti giuridico-amministrativi, sappiamo bene essere quello finanziario: quanto vale oggi la quota di Manutencoop? Il Comune possiede le risorse finanziarie per rilevarla? Di questo dovremmo occuparci in prima battuta, più che di elaborare complesse ipotesi su futuri assetti. Ancora oggi non abbiamo risposte in merito sia da parte dell’attuale Amministrazione sia da parte socio privato che anche in questa missiva non specifica alcuna richiesta economica. Se prioritariamente non si affronta questo aspetto, il resto sono solo chiacchiere al vento”, conclude Damiani.

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