Andria, Sel su interruzione prenotazioni in farmacia: «Grave disagio, violato diritto alla salute»

0
187

“Dal 1 marzo 2014 presso le 26 farmacie della nostra Città, e le 98 provinciali, non è più possibile effettuare prenotazioni di prestazioni diagnostico-terapeutiche.

Questa funzione di SERVIZIO PUBBLICO effettuata dalle stesse farmacie affiancava la funzione del centro unico prenotazioni, il cosiddetto CUP.

Il 12 marzo in un incontro tra Asl Bat e Federfarma Bat è stato proposto un progetto di sperimentazione gestionale che prevede un costo di euro 1,50 a carico della Asl (quindi del cittadino) per ogni prenotazione effettuata in farmacia, fino a un tetto massimo di 250mila euro annui. Restano attive, allo stato attuale, le postazioni presenti nelle parafarmacie delle Ipercoop di Andria e di Barletta dove è possibile effettuare la prenotazione e la disdetta senza oneri aggiuntivi.

Il Decreto del Ministero della Salute 8 luglio 2011, in Gazzetta Ufficiale 1° ottobre 2011, n. 229 (previsto dal decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153 che individua i nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale) disciplina e rende omogenee le modalità di organizzazione del servizio CUP, già espletato dalle farmacie in molte Regioni così come richiesto dalle Linee guida nazionali sul Sistema CUP senza oneri per la finanza pubblica.

Tale situazione, nella nostra comunità, ha prodotto un grandissimo disagio per i cittadini che non riescono a prenotare esami. Nelle ultime 2 settimane si sono create file interminabili al CUP di via Potenza e soprattutto file improduttive, visto il numero limitato di prenotazioni che il servizio CUP può effettuare.

In sostanza, si è registrato non solo disagio, ma una interruzione di pubblico servizio, un gravissimo atto verso i cittadini.

Alla base della scelta della Federfarma di dare uno stop al servizio, vi erano motivazioni di tipo economico, quali la spesa di toner o carta; la legge prevede però che lo stesso venga erogato senza nessun costo od oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Pertanto la proposta economica avanzata dalla direzione generale della Asl non potrebbe avere alcun riscontro: privati e lobby non possono lucrare su un bene primario, inviolabile e costituzionalmente garantito, quale il diritto alla salute.

L’azione da mettere in campo deve essere volta a provvedere al potenziamento, sia dal punto di vista di risorse umane che di risorse tecnologiche, del servizio di prenotazioni offerto dalla Asl, integrato con quello delle farmacie, così come previsto da decreto”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here