Crisi e suicidi, Unimpresa Bat: «Tanti Eduardo De Falco anche vicini a noi»

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 Sebbene la vicenda rappresenti una tragedia che coinvolge esclusivamente una famiglia, ciò che deve atterrire il nostro Paese, il nostro territorio in particolare modo, è la considerazione in base alla quale la stragrande maggioranza delle attività e piccole imprese che vi risiedono sono a conduzione familiare. UNIMPRESA ricorda: “il Ministero del Lavoro riconosce che “nella maggior parte dei casi, la collaborazione prestata all’interno di un contesto familiare viene resa in virtù di una obbligazione di natura “morale”, basata sulla cd. affectio vel benevolentiae causa, ovvero sul legame solidaristico ed affettivo proprio del contesto familiare, che si articola nel vincolo coniugale, di parentela e di affinità e che non prevede la corresponsione di alcun compenso.” ( Lettera Circolare n. 10478 del 10 giugno 2013). A spaventare maggiormente è il comportamento assunto dalle Istituzioni e dai vari Enti nei confronti delle piccole e medie imprese.

“La condizione di Eduardo cioè l’estrema esasperazione causata da un sistema talmente vessatorio e persecutorio che induce al profondo e giustificato rigetto è una condizione particolarmente diffusa anche nel nostro territorio provinciale di Barletta Andria Trani.”. L’analisi dell’Associazione provinciale Bat si focalizza sulla difficile condizione in cui versano gli esercenti ambulanti: “ecco che se un venditore ambulante “si permette” di occupare una superficie al mercato di qualche centimetro superiore a quella autorizzata scatta immediatamente una multa di oltre mille euro e altri mille se ha ritardato di lasciare l’area mercatale qualche minuto dopo l’orario prestabilito per la chiusura delle attrezzature di vendita. Poiché la vessazione deve essere non solo di tipo persecutorio ma una precisa strategia per esasperare gli animi e per attuare una scientifica azione di distruzione programmata delle micro e piccole imprese, accade che neanche l’invio di scritti difensivi con tanto di giustificazioni e talvolta anche di dimostrazione dell’assoluta buona fede piuttosto che dell’accidentalità dell’avvenimento porta ad una seppur riduzione dei verbali. Come dire, se devo distruggerti devo farlo fino alla fine, fino in fondo e, possibilmente, definitivamente.”

 Certo stupisce nel momento in cui maggiore dovrebbe essere la spinta che si dovrebbe dare alla nostra economia, come sia lo Stato stesso o suoi organi a porre il bastone fra le ruote: “Nel nostro territorio si calcola che oltre il 35% dei piccoli commercianti si trova attualmente nella condizione di avere in sospeso il pagamento di verbali elevati per varie ragioni e a volte di entità assolutamente sproporzionate anche rispetto alle infrazioni amministrative commesse.Questa altissima percentuale rappresenta un fortissimo allarme sociale e noi siamo consapevoli che si tratti di una condizione destinata purtroppo ad aggravarsi con conseguenze non sempre prevedibili, quindi anche di questa problematica dobbiamo farcene tutti carico e smetterla di far finta di niente”.

Michele Noviello

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