Canosa di Puglia, Tares: approvato differimento rata al 28 febbraio

0
215

La Tares, Tariffa Rifiuti e Servizi, è stata introdotta dal Governo Monti con il Decreto Legge n. 201 del 2011 (cosiddetto “Decreto salva Italia”, convertito con Legge del 22 dicembre 2011 n. 214), in sostituzione delle precedenti Tariffa di igiene ambientale (TIA) e Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU). È quindi la nuova tassa dei rifiuti e dei servizi “indivisibili”. Riguarda lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti e di altri servizi comuni, quali illuminazione e manutenzione stradale, Polizia Municipale, anagrafe.

In vigore dal 1º gennaio 2013, ma poi slittato secondo un emendamento alle Legge di stabilità, ha come obiettivo, tramite il relativo gettito fiscale, la copertura finanziaria del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del Comune di residenza: il calcolo della somma dovuta è basato sulla superficie dell’immobile di riferimento, il numero dei residenti, l’uso, la produzione media dei rifiuti ed altri parametri.

Il Comune di Canosa – spiega il sindaco Ernesto La Salvia ha inviato contemporaneamente a tutti i contribuenti, il 17 gennaio scorso, i bollettini di pagamento, attraverso il servizio postale e con una spesa di oltre 6.600,00 euro. La Tares doveva essere versata, come per legge, entro il 31 gennaio. Ciò nonostante alcuni contribuenti non hanno ancora ricevuto il modello di pagamento”. Per questo motivo è stato votato all’unanimità il rinvio del pagamento della rata Tares alla fine del mese.

Sarebbe però forse il caso che scendesse un velo di pudico silenzio su tutti coloro che hanno strumentalizzato la vicenda – aggiunge il primo cittadino, riferendosi alle polemiche apparse sui giornali a tal proposito -. Cambia il significato della norma, cambia la modalità di applicazione e cambiano le esenzioni.Senza entrare nel merito, è invece opportuno fare una riflessione squisitamente politica: a prescindere da ogni becera strumentalizzazione, la verità è che chi amministra si trova letteralmente costretto a fare cassa per compensare le minori contribuzioni del Governo centrale. Non c’è tessera di partito che possa evitare il tributo. E tutti i Sindaci, di qualunque colore politico, si ritrovano a gestire, senza risorse, la necessità di assicurare i servizi essenziali per i cittadini, dentro una logica imposta di emergenza continua”

Come ho detto altre volte, è importante sottolineare la differenza che esiste tra “governare” ed “amministrare” la cosa pubblica. Come si può programmare senza risorse e diventando strumenti di pressione fiscale sui cittadini? Come si può ipotizzare un bilancio credibile entro la fine di febbraio se si conosceranno alcuni dei dati fondamentali solo alla fine di aprile? Che fine ha fatto la “politica” se, non potendo scegliere, l’unica voce che si leva è la pantomima demagogica di una qualunque opposizione contro una qualunque maggioranza? “Per di più, bisogna incominciare ad interrogarsi sulle nuove tasse pensate dal Governo centrale; alcune, sulla falsa riga della Tares stessa, altre in sostituzione di Imu, Ici e quant’altro. In realtà, questo dovrebbe essere il momento nel quale tutta la politica, responsabile di quanto sta accadendo, con una sola voce spieghi con la massima trasparenza che mantenere e garantire i servizi pubblici, così come li conosciamo tutti, è praticamente impossibile senza che si sia costretti ad aumentare la tassazione, senza la riduzione degli sprechi, non tollerando più i benefici e i privilegi di alcuni. Puntare il dito mentre la barca affonda, urlando “è colpa del primo cittadino”, “del sindaco che ha chiuso il tribunale, l’ospedale, la ferrovia” e chi più ne ha più ne metta, non è solo autolesionistico. Significa prendere in giro i cittadini”. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here