Canosa di Puglia, l’Amministrazione incontra i canosini di Torino e Roma

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 Sono stati giorni di incontri con gli attivissimi membri dell’associazione, che hanno avuto l’occasione di confrontarsi con il primo cittadino e gli amministratori della propria città d’origine sulle novità culturali e non, che hanno riguardato Canosa nell’anno trascorso dall’ultimo incontro. In quell’occasione il sindaco ed il presidente del Consiglio comunale hanno ragguagliato i concittadini “torinesi” sulla vita amministrativa della Città e l’assessore Facciolongo ha illustrato loro le interessanti risultanze del Convegno “Il volto di un Canosino Antico”, tenutosi a Canosa il 6 febbraio scorso, fornendo notizie che hanno interessato moltissimo l’uditorio, suscitando ulteriore curiosità nei confronti dei beni culturali canosini.

 Durante l’incontro ufficiale, alla presenza dei rappresentanti del Comune di Torino e delle comunità canosine di Milano e Roma, è stato conferito il premio “Canosino dell’anno” a monsignor Felice Bacco, parroco della Cattedrale di San Sabino, consegnato da un concittadino che ha ritirato lo stesso encomio lo scorso anno: il generale Pasquale La Vacca. Alla cerimonia è seguita la Messa in onore di san Sabino, officiata da monsignor Bacco. Ha concluso degnamente il soggiorno degli amministratori canosini a Torino l’incontro a Palazzo di Città con il sindaco Piero Fassino, che ha incontrato il primo cittadino di Canosa anche nelle vesti di presidente nazionale dell’Anci. 

Lo stesso sindaco La Salvia ha poi incontrato, sabato 22 febbraio, a Roma, la comunità dei canosini della Capitale. Il primo cittadino, accompagnato anche stavolta dal presidente del Consiglio comunale, Pasquale Di Fazio, si è interfacciato con i concittadini ” romani”, accogliendo proposte e spunti di discussione sulle prospettive future della nostra Città.

 La fortuita vicinanza fra i due incontri – ha dichiarato il sindaco La Salvia -, pur inserendosi in una tradizione ormai consolidata di contatti fra gli amministratori locali e le comunità canosine sparse per l’Italia, accentua un aspetto determinante di tali circostanze, ovvero quella di non essere solo un’occasione nostalgica di incontro ma una reale e reciproca opportunità per entrambi: per gli amministratori di Canosa, per allargare il proprio angolo visuale, utilizzando le esperienze di vita di chi è immerso in realtà cittadine più grandi e complesse; per i nostri concittadini emigrati, che riescono, così, a mantenere uno stretto legame con la terra d’origine, continuando ad incidere sia pure indirettamente sulla sua vita”.  

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