Barletta, associazioni aderiscono alla mobilitazione Comitati No-Tav: ambiente, casa e reddito per tutti

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“Ormai è chiaro a tutti che in Italia come in Europa, si è deciso di far pagare il peso dell’austerità alle fasce più deboli della popolazione: lavoratori, studenti, precari, disoccupati e anziani sono come al solito costretti a versare un altissimo contributo a quel sistema che ha creato questa stessa crisi. Il sistema bancario e finanziario, i governi centrali e la grande imprenditoria hanno così sferrato un attacco spietato in nome della speculazione e del profitto, travolgendo nella loro corso i ceti meno abbienti, l’ambiente, i beni comuni. Non è un caso quindi che dappertutto disoccupazione, povertà e devastazione ambientale vadano spesso di pari passo. I singoli territori vengono così irrimediabilmente spogliati delle proprie ricchezze e progressivamente depauperati e messi in saldo per colmare un debito che non ci compete e che non abbiamo creato noi.

Non abbiamo bisogno di guardare lontano anche qui, in questa Regione, ci troviamo a fare i conti con situazioni disastrose,basti pensare al progetto scellerato,con pesanti ricadute ambientali, del gasdotto TAP(Trans-Adriatic Pipeline)che si vuole realizzare a solo 200 Km dal nostro territorio,precisamente a San Foca,nella bellissima marina di Melendugno.

Mentre grazie a decenni di politiche neoliberiste, disoccupazione e precariato diffuso ormai coinvolgono fette sempre più ampie della popolazione, interi comparti produttivi riducono drasticamente i posti di lavoro o delocalizzano i propri stabilimenti, welfare, servizi sociali e sanitari vengono drasticamente tagliati, e trovare casa e alloggio diventa sempre più problematico, mentre il numero di sfratti aumenta.

Le amministrazioni delle nostre città sia di centro-destra che di centro-sinistra cercano di risanare i debiti contratti aumentando le imposte comunali ( Tares e Irpef), che andranno a gravare sulle fasce più deboli, regalando soldi pubblici alle Università private.

Inoltre svendendo il patrimonio immobiliare che appartiene alla collettività, ad onta della endemica carenza di spazi sociali e servizi che caratterizza questo territorio. Ambiente e beni comuni non vengono risparmiati da queste manovre di rapina: in nome della crisi e della necessità della “crescita” e della produzione, viene permesso, con la connivenza delle istituzioni locali, di consumare territorio attraverso nuove speculazioni edilizie, alle aziende di inquinare e riversare emissioni e scarichi nel sottosuolo, nel mare, nell’aria; i rifiuti si trasformano in un grande business dove la corruzione la fa da padrone, continuando a prediligere un modello basato sull’utilizzo di discariche o inceneritori/cementifici.

Crediamo pertanto che per uscire dalla crisi economica che attanaglia l’Italia intera sia necessario battersi contro la devastazione sociale e ambientale del nostro territorio, preservando i beni comuni, garantendo a tutti il diritto ad una casa,un reddito e ad un lavoro sicuro e adeguatamente remunerato,facendo pagare il debito e l’austerità ai veri responsabili”.

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