Asl Bt e abbattimento liste, Pastore: «Il vero problema è la carenza di personale»

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“La Regione ha messo a disposizione della Asl 2.000.000 di euro, parte dei quali non sarà spesa e questo è un peccato, si capisce, ma spiegherò comunque perché. Prima vorrei soffermarmi sulla qualità dei servizi che saranno erogati e per farlo dovrò compiere un passo indietro”, dichiara Pastore.

Perché ci sono liste d’attesa così lunghe? Nella nostra Asl, almeno, il motivo è il personale, sottodimensionato numericamente rispetto al necessario. Come si può, dunque, pensare di risolvere il problema sovraccaricando ulteriormente medici, infermieri e tutto un apparato già insufficiente per il lavoro, chiamiamolo, di routine?

A questo, sono certo, che mi si opporrà l’adesione a tale piano delle rappresentanze sindacali, dei medici e di tutto il personale.

E certo che hanno accettato, con gli straordinari non pagati e le ferie non godute è normale che non rifiutino, con i tempi che corrono, introiti extra per servizi extra. Quale sarà, però, la qualità di tali servizi, a che prezzo, realmente, verranno erogati?

Torniamo alla parte di budget regionale che resterà inutilizzato. E’ la sorte che spetterà a una buona parte di quei 2.000.000 di euro. Se è vero che le assunzioni sono bloccate, che la regione Puglia è sotto il piano di rientro, è vero pure che può gestire autonomamente il suo denaro, anche assumendo il personale che le serve, con contratti a tempo determinato e con procedure di evidenza pubblica, come previsto dalla legge. In alternativa si potrebbero prevedere convenzioni con privati.

Il risultato e il beneficio sarebbe doppio: spenderemmo tutto quanto ci spetta e la Regione ci mette a disposizione e i servizi erogati sarebbero garantiti anche dal punto di vista della loro qualità. Così si andrebbe davvero ad agire sulla radice del problema che, ripeto, non sta nelle liste di attesa troppo lunghe, ma nella sproporzione fra domanda di salute del territorio e numero di operatori. Le liste d’attesa lunghe sono il sintomo, non la “malattia””, conclude il consigliere regionale.

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