Andria, contro la Tares raccolta firme promossa dai gruppi di opposizione

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“Gli andriesi, che stanno ricevendo in questi giorni gli avvisi di pagamento, sono allibiti di fronte alle elevate somme che devono versare e che non sono per niente giustificate da un adeguato servizio di raccolta rifiuti”, dichiarano i promotori dell’iniziativa, cioè ANDRIA3 – L’ALTERNATIVA – LA RISPOSTA – PD – SEL – IDV.

La protesta popolare è legata ad una battaglia già ampiamente condotta dalle minoranze in seno al Consiglio Comunale. Qui, infatti, lo scorso novembre, la maggioranza ha approvato una delibera contenente le tariffe TARES “spregiudicatamente lievitate”.

“A nulla è valsa l’accorata richiesta che i gruppi di opposizione hanno rivolto a Giorgino, affinché desistesse da questa iniziativa fortemente penalizzante per gli andriesi. La delibera contestata, inoltre, contiene pure l’affidamento ad EQUITALIA del servizio di riscossione coattiva dei tributi delle annualità precedenti. Anche su questo punto la petizione popolare si esprime, respingendo la scelta fatta dall’amministrazione di centro-destra. Mentre i cittadini si agitano e affollano gli uffici comunali, anche per evidenziare innumerevoli errori di calcolo presenti sulle cartelle di pagamento, , il centro-destra ha come unica preoccupazione quella di addossare sul governo centrale questa scelta scellerata di aumentare le tariffe. Fortunatamente gli andriesi hanno compreso che il gioco dello scarica-barile appartiene alla preistoria, quando magari non c’era informazione su quanto accadeva nel mondo. La responsabilità è tutta e solo di questa maggioranza, che non ha preso in minima considerazione il gravissimo periodo di difficoltà economica in cui si versa e non ha adottato alcuna misura per far valere l’enorme sacrificio che gli andriesi stanno facendo in ordine alla raccolta differenziata. Gli andriesi sono stati raggirati e, cosa gravissima, sullo sfondo c’è sempre il sospetto di un sistema di tangenti che potrebbe aver inciso sugli elevati costi della differenziata.

Non dimentichiamo che l’assessore al ramo è detenuto in carcere dallo scorso 11 dicembre e, mentre la magistratura indaga, l’amministrazione fa finta di niente e continua a vessare i contribuenti. E’ ora di dire BASTA! Basta ai soprusi e all’arroganza politica”, si legge nella nota.

La petizione popolare ha come primario obiettivo quello di convogliare il dissenso cittadino su una forma di protesta civile e responsabile. Per questo domenica 9 febbraio è possibile aderire alla mozione recandosi in Largo Torneo, P.zza S.M. Vetere e Corso Europa Unita dalle 10 alle 13 e in viale Crispi (angolo C.so Cavour) dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 20.30.

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