Andria, aumenti Tares: incontro pubblico promosso dalle associazioni locali

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Tra i promotori dell’iniziativa, Vincenzo Montrone: “Gli aumenti erano stati preannunciati, sia perché è cambiata la norma, sia perché il nuovo regolamento comunale non ha inteso attenuare la ricaduta sui cittadini ed operatori economici”. Nel corso dell’incontro si valuterà la possibilità di modificare il regolamento comunale o adire le vie giudiziare.

Sul fronte politico invece, mentre il Pd accusa l’Amministrazione Giorgino di aver rigettato le proposte dell’opposizione senza spiegarne i motivi, il gruppo consiliare di Forza Italia in una nota giudica strumentale la polemica: “Lo avevamo detto a margine dell’approvazione del bilancio 2013, lo ribadiamo oggi: la Tares è legata a coefficienti e parametri decisi dal governo di Roma e non dai comuni. E’ incredibilmente indecente l’opera di strumentalizzazione e mistificazione posta in essere dalla minoranza di sinistra in città. Non possiamo accettare bugie e mezze verità. Il centro-sinistra andriese omette che la Tares è figlia del governo centrale ed invece attacca l’Ente riscossore che è il Comune. Evidentemente fanno finta di non vedere le proteste dei sindaci in Italia su tale tributo, pur di difendere il proprio governo a Roma, vero mandante dell’ennesima stangata ai danni dei cittadini e del pasticciaccio dell’Imu sulla prima casa.

Ci preme ricordare in materia tributaria che Andria è uno dei pochi grandi comuni italiani che non ha aumentato né le aliquote Irpef, rimanendo allo 0,6 né le aliquote Imu sulla seconda casa ferme allo 0,76. Quindi la cosiddetta mini Imu non è gravata sui cittadini andriesi. Infatti, nonostante il governo Letta si sia rimangiato la parola data all’Anci sulle coperture integrali del costo dell’Imu per i comuni, mettendo in difficoltà sindaci ed amministratori locali, grazie ad una variazione di bilancio approvata in Consiglio Comunale, abbiamo bloccato la tassazione sulla prima casa nei confronti dei cittadini andriesi.

Per quanto concerne la Tares, l’Amministrazione Comunale ha dovuto rispettare obblighi di legge, legati a coefficienti di applicazione del tributo che non sono stati aumentati rimanendo ai livelli più bassi, cosa che non hanno fatto altre amministrazioni. Questo è stato ampiamente spiegato in sede di approvazione del bilancio da un consulente del ministero che ha dato risposte esaustive ai colleghi di minoranza i quali omettono ulteriori verità. Ad esempio che il costo della Tares dipende da fattori stabiliti, senza possibilità di modifiche, dal governo di Roma come i 30 cent a mq. in più da pagare. Anche a nostro avviso sia alcune categorie commerciali che alcuni nuclei familiari vanno incontro ad odiosi aumenti e per questo motivo si ribadisce, però, che a queste categorie lavoreremo affinché vengano riconosciute quelle premialità economiche di cui Andria usufruirà nel 2014, in primis con l’abbattimento dell’ecotassa regionale, grazie alle percentuali di raccolta differenziata raggiunte.

Sull’importanza stessa della raccolta differenziata, per la tutela dell’ambiente e per il futuro del nostro territorio, non ci possono essere dubbi. Del resto basta volgere lo sguardo a quanto accaduto nella cosiddetta ‘terra dei fuochi”.

Bene, comunque, ha fatto l’Amministrazione Comunale a posticipare il pagamento della Tares al 28 febbraio ed a mettere gli uffici del settore tributi totalmente a disposizione dei cittadini.

Il nostro invito, quindi, alla cittadinanza ad informarsi ed a non cadere in trappole demagogiche. Alla sinistra, invece, l’invito ad indirizzare le petizioni contro la Tares a Roma, al proprio governo”.

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