Barletta, registro coppie di fatto. Antolini del Circolo “Penelope Queer”: «A quando città “Friendly”?»

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 Antolini fa sentire la sua voce: “A seguito dell’incontro con le Commissioni permanenti alla cultura e alle politiche sociali del consiglio comunale, nei quali avevamo ricevuto l’impegno di presentare in consiglio comunale tale provvedimento, vista l’assenza tra i punti all’o.d.g. anche dell’ultimo consiglio comunale, vi scrivo affinché tale provvedimento venga inserito nel prossimo consiglio comunale disponibile.”

Ormai in pieno terzo millennio siamo ancora spettatori di lotte per i diritti di un cittadino, il che lascia pensare alla nostra società come ad una società moralmente medievale; una morale che blocca le nostre menti, le nostre coscienze. In nome di qualsiasi forma di emancipazione sociale non si dovrebbero continuare a fare distinzioni di sesso, razza o religione; non si dovrebbero considerare coppie solo quelle eterogenee, né solo quelle che hanno contratto matrimonio in chiesa.

Di fatti Antolini dice: “Ci sono numerose coppie “di fatto” che non hanno nessuna tutela da parte delle istituzioni nazionali e locali, perché sono semplicemente omosessuali, ci sono coppie “di fatto” di sorelle e/o fratelli che, non avendo nessun parente “prossimo”, vivono in una condizione socio-economica non “tutelata”, ci sono coppie “di fatto” costituite da persone eterosessuali che non vogliono sottoscrivere il canonico matrimonio civile e/o religioso, e che quindi non sono “tutelate” da nessun strumento giuridico.”

 Oltre a non essere legalmente riconosciute, a queste coppie è negata la possibilità di accedere ai servizi comunali destinati alle altre coppie “normali”: servizi sociali, servizi scolastici, accesso all’edilizia popolare, per esempio. Alla luce di questa disparità giuridica, Antolini conclude: “Approvare il registro comunale delle coppie di fatto è, senza ombre di dubbio, un buon atto amministrativo,  per ciò vi chiedo un po’ di coraggio, noi cittadini LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) e non solo, meritiamo questo provvedimento, oltretutto potrebbe lanciare la città di Barletta, tra quelle città denominate “Friendly”, con tutti i risvolti positivi che porta tale denominazione, tra cui per esempio, quelli economici.”

 

Michele Noviello

 

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