Barletta, “Bambini in alto mare”. Intervista alla dr.ssa Canfora dell’ Ai.Bi.: «Puglia, una delle regioni più accoglienti»

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D. Dr.ssa Canfora, ci spieghi meglio l’attività della vostra associazione, come operate e  quali sono le vostre prospettive future?

R.  Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini è un ente accreditato alle adozioni internazionali, nonché una  ONG, costituita da un movimento di famiglie adottive e affidatarie, che combatte ogni giorno per il diritto dei bambini abbandonati ad essere accolti come figli. Dal 1986 Ai.Bi. lavora ogni giorno al fianco dei bambini ospiti negli istituti di tutto il mondo per combattere l’emergenza abbandono.

DDa circa due anni, Barletta rappresenta l’unica sede Ai.Bi.  in Puglia, sono previste nuove aperture? In quali città?

R. La nostra Associazione opera in Italia con una sede nazionale, altre 15 sedi regionali, tra cui quella pugliese sita a Barletta e 11 punti informativi (la sede pugliese è operativa da 2 anni a Barletta ma è aperta in Puglia da 9 anni in tutto e fino a  due anni fa era sita a Bari) è presente nel mondo in 30 paesi con sedi operative in Europa dell’Est, Americhe, Africa e Asia. La prospettiva futura sarà aprire degli sportelli informativi in ogni provincia di ogni regione; sportelli gestiti da famiglie volontarie che faranno riferimento.

DNel novembre scorso è stata presentata a Barletta, presso la vostra sede,  l’ iniziativa “Bambini in alto mare” nata in seguito alla tragedia di Lampedusa dello scorso 3 ottobre 2013 per far fronte all’ esubero  dei profughi presenti nei  centri di accoglienza siciliani, ovvero di quei minori non accompagnati, donne sole  e gestanti, sopravvissuti al naufragio. Come hanno risposto sin ora al progetto la cittadinanza e le famiglie pugliesi e in modo particolare quelle barlettane?

R. In merito al progetto Bambini in Alto Mare (BAM), la Puglia è una delle regioni più accoglienti; le famiglie e i single pugliesi che fino ad oggi hanno dato la disponibilità ad accogliere temporaneamente i MISNA (Minori Stranieri Non Accompagnati) sono quasi 100; (i MISNA possono essere accolti in affido familiare e non adottati poiché non sono bambini abbandonati)  di queste alcune stanno ricevendo tra fine anno e inizio nuovo anno una visita domiciliare da parte di una assistente sociale che collabora con Ai.Bi. In tutta Italia le disponibilità date ad AiBi sono 1151.

DSempre nel corso della conferenza del novembre scorso, fu detto che non solo le famiglie ma anche chi è single può adottare o comunque aiutare i bambini profughi di Lampedusa, in che modo?

R. Tutti possiamo fare qualcosa e  solo l’istituzione dell’affido può essere messa in atto per legge da un single! Un single non può adottare per legge; il nostro messaggio è Non Restare A Guardare,  vuol dire che ognuno di noi può dare la propria disponibilità ad accogliere un minore straniero compilando il format sul sito di AiBi che è www.aibi.it cliccando sul progetto BAM oppure può contattare una sede di riferimento di AiBi (Barletta 0883571890 o barletta@aibi.it); si possono garantire pasti, generi di prima accoglienza, spese mediche, spese di struttura con un piccolo contributo economico mandando una mail a ssd@aibi.it. Infine stiamo organizzando in ogni sede incontri informativi gratuiti sull’affido ai quali seguirà per chi volesse un corso gratuito di formazione e approfondimento sulla tematica condotto da una/due psicologhe con la testimonianza di una famiglia affidataria . C’è bisogno di famiglie accoglienti poiché in Italia sono quasi 30.000 i minori fuori famiglia. Ma soprattutto ognuno di noi può fare una donazione a seconda delle proprie disponibilità ad esempio con un SMS al 45509 dal 13 gennaio al 2 febbraio per donare un aiuto concreto alle mamme e ai bambini giunti in Italia senza una famiglia-  (vedi appello di Max Laudadio) http://www.aibi.it/sms/

DQuale è stata la risposta del presidente della Camera, Laura Boldrini, in seguito all’appello lanciato da Ai.Bi al presidente medesimo, in merito alla mancanza di una cabina di regia che regolarizzi e dia  un ordine generale  all’ organizzazione interna dei centri di accoglienza e allo stesso tempo renda più “snello” l’affido famigliare per i “Minori stranieri Non accompagnati?

R. Ad oggi non ci è ancora pervenuta nessuna risposta da parte della Boldrini.

Dora Dibenedetto

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