Andria, Tariffario pratiche amministrative: le PMI insorgono

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Infatti,  come denuncia in una nota l’associazione di categoria Unimpresa Bat : ” 50 euro per i diritti di pratiche relative ad apertura o chiusura di attività come acconciatori, estetisti, panifici, agenzie d’affari, autorimesse, noleggio, attività di somministrazione di alimenti e bevande, agriturismo, commercio al dettaglio in sede fissa, commercio elettronico, commercio su aree pubbliche con posteggio o itinerante e spettacoli viaggianti, 100 euro per attività musicali, spettacoli, concerti, manifestazioni fieristiche, attività alberghiera e sale gioco, e ancora 180 euro per l’intervento della commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, 200 euro per attività di commercio al dettaglio in medie e grandi strutture di vendita, sino ai 250 euro per la convocazione conferenza di servizi su richiesta di parte. E ancora 15 euro per la richiesta di occupazione di suolo pubblico a scopi espositivi o per le associazioni e 55 euro per la richiesta di concessione di suolo pubblico con dehors. Il tutto aggravato dalle tasse per le occupazioni, dalle marche da bollo i cui valori ormai hanno raggiunto cifre astronomiche e tutti gli altri balzelli che sono aggiuntivi e non sostitutivi dei questi diritti di segreteria e di istruttoria. Ancora 50 euro per le ordinanze ingiunzioni e un’altra miriade di diritti non solo applicabili al Settore Sviluppo Economico e comunque tutti elencati nella Deliberazione della Giunta Comunale nr. 270/2013.”

E in conclusione Unimpresa Bat   sottolinea :”Queste ulteriori forme di disincentivo ad avviare o mantenere attività d’impresa in Italia sono il chiaro ed evidente segnale che la politica è quella di portare ad una definitiva e penalizzante delocalizzazione e alla conduzione a morte certa di quello che era il più grande patrimonio italiano che tutti ci hanno sempre invidiato: la piccola e media impresa, ormai senza futuro.”

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