Canosa di Puglia, intitolata al compianto Mauro Lagrasta tribuna dello stadio: commovente lettera della figlia

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 L’Assessorato allo Sport del Comune di Canosa ha organizzato a tal proposito “una intera giornata vissuta all’insegna della solidarietà, del ricordo e della promozione dei valori sportivi più autentici”, ha raccontato Gianni Quinto, assessore al ramo. Mauro Lagrasta, calciatore di Canosa, professionista e grande uomo di sport di origini canosine, è scomparso improvvisamente un anno fa, a soli 48 anni, mentre sul campo del Barletta allenava le squadre giovanili.

 In mattinata si è svolta la 21° edizione della “Partita del cuore”, organizzata dall’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Luigi Einaudi” e dal fiduciario del Coni, Riccardo Piccolo, con il patrocinio del Comune di Canosa. Si sono sfidati gli alunni degli istituti superiori di 2° grado, gli studenti della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Foggia, i docenti e gli amici di Mauro Lagrasta. Il ricavato è stato interamente devoluto al “Gruppo Amici” a sostegno dei ragazzi disabili.

 Nel primo pomeriggio, nello stesso stadio, è iniziata la cerimonia di intitolazione della Tribuna coperta al grande calciatore canosino. Dopo un breve momento religioso, officiato da don Michele Malcangio della parrocchia Maria Santissima dell’Assunta, il sindaco Ernesto La Salvia ha accolto i familiari di Mauro, in particolare la moglie Claudia Coppola e i figli Anna e Salvatore, nonché gli amici e i colleghi calciatori. “Abbiamo subito accolto la proposta delle associazioni sportive dilettantistiche e calcistiche di Canosa – ha detto il primo cittadino di intitolare la Tribuna coperta al nostro concittadino, in occasione della sua prematura scomparsa. A lui, che è stato una persona splendida, un buon padre di famiglia e un professionista umile, all’allenatore che ha promosso e diffuso con dedizione e passione la pratica sportiva a tutti i livelli e per tutte le fasce d’età, divulgando principi di sacrificio, rispetto dell’avversario e dell’arbitro, fair play, lealtà e correttezza, intitoliamo la tribuna coperta dello stadio comunale”.

 Un ringraziamento di cuore – ha detto Claudia Coppola – va all’Amministrazione comunale, al cordiale sindaco Ernesto La Salvia, all’amico e vicesindaco Pietro Basile, al premuroso assessore allo sport Giovanni Quinto, a tutti i sensibili consiglieri di maggioranza e opposizione, all’instancabile fiduciario del Coni, Riccardo Piccolo, alla S.S. Barletta Calcio e ai suoi affezionati giovani calciatori, agli amici più cari e a tutti coloro che hanno condiviso e dato vita alla commovente giornata del 7 dicembre 2013. Io e la nostra famiglia siamo onorati e gioiosi del segno forte e tangibile che ci state dando, e della grande considerazione che avete per Mauro. Tutto questo ci rincuora e ci conforta, perché percepiamo il vivo e sofferente affetto che provate per lui, e in questo vi sentiamo ancora più vicini. Grazie di cuore”.

 “Mauro Lagrasta – si legge nella delibera di Giunta n. 269 che prevede l’intitolazione della Tribuna – ha sviluppato una carriera esemplare, dando lustro alla città di Canosa, per aver giocato ed essersi distinto a livelli professionistici, in squadre importanti, seguite da una moltitudine di tifosi e dagli organi di informazione. Infatti ha mosso i primi calci nella SS. Canosa” in serie D, nei primi anni ’80, per passare poi al Foggia di Zeman giocando insieme al capitano Barone e al portiere Franco Mancini. La sua carriera si è sviluppata in club rinomati come il Sassuolo, l’Olbia, il Celano, il Lanciano, con ritorno a Canosa, dove intraprende la carriera di allenatore ed educatore che l’ha portato negli ultimi anni a preparare e istruire non solo giovani calciatori canosini, ma anche quelli del “Barletta Calcio” che hanno disputato campionati nazionali”.

Sono seguite una serie di partite che hanno visto sfidarsi sul terreno del San Sabino le rappresentative calcistiche costituite dai consiglieri comunali, sia di maggioranza che di minoranza insieme, dagli amici di Mauro Lagrasta e quella degli ex-calciatori che ne hanno condiviso la carriera calcistica. Gli allenatori delle due squadre sono stati Gianni Quinto e Sabino Materno.“Oltre al talento sportivo del quale era dotato – ha ribadito il vicesindaco Pietro Basile, amico fraterno di Lagrasta – , di Mauro dobbiamo ricordare le grandissime doti umane, che ne hanno fatto un punto di riferimento non solo per intere generazioni di calciatori, ma anche per i suoi amici e parenti. Quella di sabato è stata una giornata bellissima, di gioia e condivisione, di sport, di solidarietà e di affettuoso ricordo di un campione che ha lasciato negli sportivi e in quanti l’hanno conosciuto un senso di vuoto ed una tristezza che deve essere canalizzata in azioni positive come questa”.

 Durante la manifestazione, Anna, la figlia quindicenne di Mauro Lagrasta, ha letto una lettera dedicata al suo papà, che pubblichiamo per intero:

Colui che voi chiamate Mauro, a me sembra una persona totalmente estranea. 
Per me si è sempre e solo chiamato “papá”. Sarà che la mente ancora fatica ad accettare, come se oggi fosse ancora ieri. Sono stata con papà a molti allenamenti qui allo stadio da piccola. Ricordo che mi divertivo facendo i giri della pista con i pattini…se qualcuno ricorda una bambina che cadeva sempre, beh, quella ero io! 

Una sera papà mi aveva fatto una promessa. Sfrutto l’occasione per parlarne sperando che tu possa sentirmi… non devi, in alcun modo, sentirti in colpa per non averla potuta mantenere. 
Io non ho mai potuto vedere mio padre giocare a pallone e ci tenevo moltissimo nel vederlo nelle vesti di allenatore durante una vera partita. <<Alla prossima che giocate in casa io vengo con te. Promesso?>> Tu hai acconsentito, ma non ce n’è stato il tempo. Volevo vedere i tuoi ragazzi giocare così come tu gli avevi insegnato. Ma ora ho capito che il tuo insegnamento era sempre lo stesso. Per loro eri probabilmente un punto di riferimento, per me anche la persona alla quale ispirarmi, un appoggio su cui poter contare ogni qual volta ne sentivo il bisogno e l’abbraccio che mi ricordava sempre di poter essere capace di tanto.  Questa esperienza, sì, mi sta facendo crescere, ma non nel modo stupendo di come sarebbe stato continuare a crescere con te al mio fianco. 
Tenevo davvero molto alla tua approvazione, quindi cercherò di non deluderti! E per questo anche se tu ora siedi in tribuna, io mi impegnerò a giocare bene la mia “partita”.
So di non essere da sola in questo campo, che per te era la vita. Perché i migliori progetti si realizzano insieme agli altri. Dal mio cuore vorrei dire grazie a tutti coloro che sono stati vicini a mio padre nel realizzare i suoi progetti e che oggi sono qui per essergli vicino.

Grazie. Anna”

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