Barletta, Collettivo Exit e Pdac: manifestazione contro vendita immobili pubblici e aumento Irpef e Tares

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“Un debito creato dalle stesse forze politiche che da quasi un ventennio governano questa città e che, immancabilmente, si cerca adesso di far pagare interamente alle fasce più deboli. L’aumento dei tributi e delle imposte andrà a colpire fortemente pensionati, lavoratori dipendenti,piccoli commercianti che saranno ancora una volta chiamati a sostenere il peso di politiche sbandierate come necessarie per far quadrare i conti, ma dietro cui si presenta un progetto ben preciso di redistribuzione dal basso verso l’alto della ricchezza e delle risorse. Analogo pretesto è stato usato per decidere di svendere immobili patrimonio dell’intera comunità, scelti senza un vero criterio se non quello con più che probabili intenti speculativi. All’interno del piano di alienazione rientrano, accanto a terreni agricoli, appartamenti e box, beni immobili di pregio e di valore storico come l’ex Convento Santa Lucia, l’ex Convento S.Andrea e l’ex Convento di S.Antonio, che l’amministrazione, in linea con quelle che l’hanno preceduta, ha preferito svendere piuttosto che impegnarsi in un serio e fruttuoso lavoro di riqualificazione e di riutilizzo degli spazi.

Ci opponiamo fortemente a questa ennesimo tentativo di rapina giustificata dalla necessità di riparare un debito di cui la città non è responsabile e di cui non accettiamo la legittimità. Crediamo che per uscire dalla crisi economica e sociale che attanaglia l’Italia intera sia necessario combattere le politiche dell’austerità e del debito, e che questa lotta possa essere fatta partendo dai problemi locali; per questo, come realtà sociali abbiamo deciso di lanciare una manifestazione con l’obiettivo di esigere dall’amministrazione comunale l’immediato annullamento delle delibere in merito all’aumento delle imposte e al piano di alienazione.

Esigiamo inoltre che l’amministrazione si prenda le sue responsabilità e faccia chiarezza su come e perché un buco di quasi 10 milioni di euro si sia creato; che il Comune appronti un serio piano a lungo termine di riqualificazione e di restauro, ove ce ne fosse bisogno, di questi immobili e che vengano utilizzati per sopperire alle grave carenza di spazi sociali,culturali e servizi endemica di questa città; che questo piano pubblico di recupero venga discusso con quei soggetti sociali che tutelano i beni comuni, escludendo da qualsiasi tavolo la lobby del mattone ampiamente rappresentata nel Consiglio Comunale. Per questo siamo pronti a ribadire il nostro no al debito e a riprenderci questa città prima che sia messa definitivamente sul mercato e lo faremo con una manifestazione indetta per sabato 14 dicembre alle ore 18:30(c/so V. Emanuele,nei pressi della statua di Eraclio)”, conclude la nota.

Francesco Caputo- Collettivo EXIT

Michele Rizzi- Partito di Alternativa Comunista

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