Barletta, centro raccolta rifiuti tra scuole e case nella 167: la denuncia del Comitato “Salviamo le periferie”

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“Il Comitato che mi onoro di presiedere è da tempo un punto di ascolto del malessere generalizzato che si vive nella zona 167, vittima di uno sviluppo del territorio predatorio, di un consumo del suolo, variante dopo variante, che non ha preso in considerazione i bisogni e le esigenze dei residenti in quanto persone– dichiara Porcelluzzi- Un consumo del suolo al quale non è corrisposta alcuna attenzione alla vivibilità del territorio, mancando a tutt’oggi in diverse zone le urbanizzazioni primarie ed essendo assenti spazi verdi. E proprio in uno dei pochi spazi verdi presenti nella zona, adiacente a scuole medie inferiori e superiori, si intende realizzare un centro raccolta rifiuti.

Chi mette in campo un tentativo di imbonimento della popolazione della periferia al fine di realizzare questa “discarica” forse non ha chiara la genesi di quanto vuol realizzare o non ha osservato attentamente le carte prodotte in fase di ideazione. Infatti basta prendere visione delle planimetrie del tempo e confrontarle con le attuali per rendersi conto che quella che pareva essere una zona prettamente agricola e priva di urbanizzazione in seguito alle varianti ha acquisito una connotazione urbanistica profondamente diversa e che oggi si palesa come una zona ad alta densità abitativa.

Inoltre chi ha portato avanti questa “maleodorante” idea non solo non tiene conto delle necessità dei cittadini, ma omette anche di tener conto dell’impatto sul traffico che questo “pugno allo stomaco” avrebbe su quella zona in quanto la “discarica” sarebbe al servizio della intera città e non di un quartiere solo.

E’ evidente che non vi è stato, né si è cercato, alcun dialogo con i cittadini residenti, per far comprendere tale scelta amministrativa o per individuare soluzioni alternative- lamenta Porcelluzzi.

Forse qualcuno comincia a maturare per davvero l’idea che gli abitanti della periferia siano cittadini di serie B ai quali si può propinare ogni scelleratezza e che il luogo della loro quotidianità diventi la “pattumiera” della città. Noi crediamo sia giunto il momento di dire basta ai soprusi di cui l’estrema periferia barlettana continua a rimanere vittima come se tutte quelle “ferite” sanguinanti e talvolta purulente non siano sufficienti a rendere già difficile la vita degli stessi abitanti. E si badi bene dal non praticare l’idea di sbandierare l’eventualità della perdita di finanziamenti per stringere il cappio al collo dei cittadini.

Tuttavia vogliamo dire con decisione estrema che non siamo contrari in termini assoluti alla esistenza di un’isola ecologica che avvii finalmente la benedetta raccolta differenziata a Barletta, ma che la si realizzi in un luogo più consono a tale attività e non certo tra scuole e abitazioni”, conclude la nota.

 

 

 

 

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