Trinitapoli, Giornata contro violenza sulle donne: la nota delle Donne Democratiche

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La Conferenza delle Donne Democratiche punta al cambiamento nei rapporti tra uomini e donne attraverso un mutamento culturale e relazionale. E’ una lunga strada ancora da percorrere anche se l’idea della parità tra uomini e donne tutti sembrano averla accettata.

Ma allora perché gli uomini continuano ad ammazzare le donne?

Fa paura e spavento che le donne comincino a crederci per davvero e rivendicare anche per loro la libertà, nelle elementari declinazioni dell’esercizio di un autonomo potere volitivo: decidere della propria vita senza impedimenti di sorta, percorrere ed abbeverarsi ai nuovi modelli culturali , esprimere la propria personalità nelle sue più elementari sfaccettature.

Fa paura che le donne siano ostinatamente determinate ad uscire dagli angusti ruoli a cui sono relegate dalla cultura maschilista o più banalmente determinate a liberarsi dal binomio donna corpo. Una cultura ancora resiliente di uomini che pretendono di possedere e controllare la loro donna, in un ruolo subalterno senza ma e senza condizioni.

Un semplice rifiuto scatenano brutalità primordiali di possessione. Ancora oggi le disubbidienti vengono inseguite da uomini con l’accetta.

Cos’è tutto questo? Immaturità? Incapacità di accettare che la realtà è cambiata?

Sono cambiate le leggi; il mondo del lavoro e dello studio hanno conosciuto nuovi orizzonti ed offrono nuove possibilità di emancipazione al femminile; i rapporti affettivi,familiari sono frutto di proprie autodeterminazioni e non imposte ed, infine, perché no, anche il potere è donna.

Occorre una nuova stagione di lotta, puntare all’educazione ed alla costruzione di un nuovo modello comportamentale che abbatta la cultura del MACHO.

Noi Donne Democratiche dobbiamo lottare ancora perché tra l’uomo e la donna vi sia confronto tra pari, vi siano due persone che si ascoltino e si parlino, che si fronteggino e che rendano la vita più vera, più partecipata.

“Lottare “ non è un’espressione retorica ma una condizione di cambiamento. Lottare contro il nostro nemico che non è l’uomo, ma la mentalità maschilista condivisa da secoli anche dalla donna, che solo in rari casi ne ha messo in discussione. Lottare è per ottenere una vera e non apparente parità, conseguire leggi e strumenti che apprestino una tutela effettiva, reale, concreta.

Partendo proprio da questo Anniversario, si rende quanto mai urgente riportare sul tavolo la nostra proposta di legge, in chiave di politiche di genere , nota come 50/50, che è stata bocciata dal Consiglio regionale della Puglia nel novembre 2012. Riteniamo che non sia giusto far un grande regalo al silenzio circa il nostro impegno, che ha portato ad uno straordinario risultato di 30.000 firme in tre mesi. Infatti, martedì 26 novembre 2013 la Conferenza delle Donne Democratiche si riunirà nella sede regionale a Bari per l’adozione di iniziative a riguardo.

Infine, ricordo a tutti che, il primo atto del parlamento di questa legislatura è stata la ratifica della Convenzione di Istanbul, che definisce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani.

E’ stato inoltre approvato il decreto legge che rafforza le tutele della donna sul piano penale e avvia un piano nazionale anti violenza con la promozione di politiche di accoglienza e prevenzione, dal sostegno alla rete dei centri antiviolenza, dal servizio di accoglienza alle campagne di educazione al rispetto nelle scuole,

I primi passi sono stati compiuti e rendiamo merito al PD che ne è stato protagonista con tutte le donne democratiche.

Il mio impegno, in qualità di portavoce cittadino della Conferenza delle Donne Democratiche di Trinitapoli, continua ed è unito a quello di tutte le donne democratiche e di chi vuole collaborare ed essere partecipe per il cambiamento. La forza sta nel lottare insieme, nell’intraprendere azioni collettive per i diritti ed il benessere di tutte.

Un piccolo inciso a quelle donne che credono che sia sufficiente correre da sole per cambiare la società basandosi sul successo personale. E’ una enorme stupidaggine perché confondono il successo personale con l’azione politica volta a creare le condizioni per il successo a pari merito con l’uomo. Se oggi tu donna puoi gridare …. “ È un mio diritto!”, ebbene questo è stato possibile perché noi tutte abbiamo lottato per ottenerlo. Credere di poter farcela da sola non serve a niente; la fede nel proprio ego non sposta le montagne ma le lascia lì dove sono”.

 

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