Olio d’oliva, bollino rosso dalla Gran Bretagna. Assessore Bat Roccotelli: «La Regione Puglia assuma iniziative»

0
230

Se incerte sono le ragioni di fondo – tra l’abbaglio grossolano e gli interessi politico/economici – forti sono lo stupore e lo sconcerto che residuano alla notizia che la Gran Bretagna ha deciso di etichettare gli alimenti con la gamma di colori rosso, giallo e verde usata per evidenziare i tenori di costituenti quali grassi, zuccheri e sale, attribuendo all’olio extravergine di oliva il bollino rosso mettendo in guardia il consumatore circa il suo consumo. Tale decisione sarebbe stata adottata con la pretesa di voler tutelare la salute dei consumatori inglesi, ma di fatto rischia di essere fuorviante ed ingannevole, privandoli di un prodotto di alta qualità alimentare. Inoltre l’applicazione del bollino rosso all’olio extra vergine di oliva getta un’ombra negativa sull’immagine di “prodotto d’eccellenza”, rischiando di compromettere seriamente la sua affermazione sui mercati mondiali con danni potenzialmente incalcolabili per la nostra agricoltura.

In realtà siamo di fronte ad un vero e proprio capovolgimento culturale perché il nostro olio è notoriamente ricco di acidi grassi insaturi ritenuti essenziali per la salute umana, come dimostrato da numerosi studi scientifici. Grazie all’alta percentuale di grassi monoinsaturi presenti nell’Olio Extra Vergine di Oliva, l’apporto quotidiano in dosi non eccessive permette di ridurre il livello di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue e di alzare quello di colesterolo buono (HDL), di stimolare l’attività motoria intestinale e le funzioni epato-biliari, facilita, infine, i processi di digestione e l’assorbimento delle vitamine liposolubili A, D, K, E.

Perciò la nuova etichettatura risulta inadeguata, imprecisa, non veritiera perché non supportata da validi motivazioni e suscita notevoli perplessità e preoccupazione perché sembrerebbe rispondere più a motivi di politica commerciale interna che non a ragioni obiettive. Non si può non osservare che questa idea “originale” ha origine in un paese come la Gran Bretagna, paese nordeuropeo, dalla cultura alimentare debole e dalla dieta essenzialmente ricca di grassi animali. E’ ormai abbastanza noto a tutti il ruolo nocivo che svolge l’eccesso di grassi alimentari animali nel determinismo sin dalla piccola età delle malattie metaboliche e dell’obesità nonché delle malattie associate come il diabete, l’ipertensione, l’arteriosclerosi ecc.

Le proprietà salutistiche e nutritive dell’olio extravergine d’oliva sono una certezza scientifica, costituiscono parte integrante del patrimonio culturale alimentare mondiale e non necessitano qui di essere riaffermate solo e unicamente per ragioni di parte. Pertanto alla luce di quanto deciso, in tema di sicurezza alimentare, dalla Gran Bretagna si ritiene doveroso, necessario ed indispensabile adottare da parte del mondo agricolo e delle associazioni di settore un atteggiamento non di difesa fine a se stesso, ma chiaro e trasparente che renda giustizia a questo nobile prodotto della nostra terra, che sia esteso a tutti i livelli culturale, scientifico e mediatico. Esso deve prevedere una forte campagna di informazione direttamente “a casa loro”, per sensibilizzare i consumatori circa la bontà del nostro olio sottolineando il fatto che esso non trova rivali sul piano nutrizionale, dietetico e salutistico e che non è per puro caso che l’olio da prodotto principe della dieta mediterranea sta diventando un elemento insostituibile delle diete di tutto il mondo.

L’aspetto che deve maggiormente preoccupare non solo gli addetti ai lavori ma tutta l’opinione pubblica è che, se dovesse passare un messaggio culturale di questo tipo, si potrebbe innescare una reazione a catena che interesserebbe tutti gli altri prodotti tradizionali dell’agroalimentare italiano con danni non quantificabili per la nostra agricoltura. Si tratta di capire se dietro questa decisione di adottare il bollino rosso per contrassegnare l’olio extravergine d’oliva, colore decisamente negativo peraltro già utilizzato per segnalare situazioni di pericolo in altri ambiti come quello sanitario e stradale, ci sia una vera e propria strategia di attacco alla coltura mediterranea. Comunque venga vista questa etichettatura, non si può non evidenziare che essa è una contraddizione culturale che si oppone anche alla tradizione e alla storia.

Da Omero ai giorni nostri all’olio di oliva sono state sempre riconosciute qualità terapeutiche, nutritive e rigenerative. Numerose sono le citazioni presenti nella letteratura antica in cui si riconoscono le proprietà dell’olio extravergine di oliva capace di curare le più svariate patologie.

Ebbene ricordare che nei Giochi Olimpici, iniziati nel 776 a.C., ai vincitori delle varie gare veniva consegnato, come premio, un ramoscello di olivo, in segno di fratellanza e di pace, e delle anfore, le anfore Panatenaiche, ripiene di olio di prima qualità, il primo olio “certificato”, per nutrirsi e per curare il corpo e la prestanza fisica. Se ciò non bastasse, l’importanza dell’olio nell’antichità emerge anche dal fatto che Solone, uno dei sette grandi saggi, emanò nel VI sec. a.C. la prima legge per la tutela dell’albero dell’olivo, per cui chi tagliava un albero d’olivo veniva condannato a morte, e Tucidide nel V secolo a.C. sosteneva che «i popoli del Mediterraneo erano usciti dalla barbarie quando avevano imparato a coltivare l’olivo e la vite».

Spetta ora ai diversi livelli istituzionali assumere ogni necessaria ed urgente iniziativa. E’ questo ciò che chiediamo alla Regione Puglia per tutelare una produzione di pregio enogastronomico e di fondamentale valenza per l’economia dei nostri produttori agricoli e che tocca la nostra identità, non a caso rappresentata simbolicamente nello stemma regionale.

Al Governo nazionale non possiamo che affidare, invece, l’intervento deciso nei rapporti bilaterali e in sede UE”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here