Barletta, incontro Rotary per andare “Oltre l’indignazione” della violenza contro le donne

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Tanti gli studenti presenti , ragazze e ragazzi adolescenti che hanno affollato l’intera sala, intenti a capire quali siano le reali cause di questo annoso e tragico fenomeno sempre più incessante. “Solo il 10% delle donne denuncia le violenza subite tra le mura domestiche – ha esordito Nuccia Cafagna, Presidente del Rotary Club di Barletta – La nuova legislazione prevede due direttive, una di carattere repressivo e l’altra di tipo riparatorio affinché il reato possa non reiterarsi – ha commentato il giudice penale Tribunale Trani, sezione GIP-GUP, Francesco Messina – l’articolo 612bis c.p. prevede un aumento della pena da 1 a 5 anni per i reati persecutori e l’arresto obbligatorio da parte della polizia giudiziaria nel caso in cui la vittima subisca maltrattamenti; maggior tutela è anche prevista per i casi di violenza assistita ovvero nel caso in cui l’episodio di violenza avvenga in presenza di minori di 18 anni, anche in questi casi sono previste pene più severe per l’aggressore.”

“Il nostro centro antiviolenza è ora anche provinciale – ha proseguito Tina Arbues, Presidente dell’ “Osservatorio Giulia e Rossella. Sin dal 1999 ovvero dalla nascita del nostro centro, ci definiamo un vero e proprio “pronto soccorso”: quando le donne arrivano da noi sono stremate e sentono l’esigenza di essere coccolate pertanto il nostro compito è per lo meno quello di creare sinergia con i medici di base con le forze dell’ordine e i servizi sociali. Molte le donne che non hanno un lavoro e in questi casi la situazione di recupero diventa ancora più difficile. Ma la nostra ambizione si spinge oltre e non solo vogliamo diffondere la cultura della non violenza ma il nostro intento è anche quello di creare un dialogo con i violenti qualora questi si rendano consapevoli della violenza perpetrata.”

Dati alla mano dimostrano come il fenomeno sia sempre più in aumento se si pensa che nel  “ 2004 191 sono stati gli accessi al pronto soccorso per salire a 287 nel 2011 – ha proseguito il dott. Cosimo Cannito, direttore U.O.C. Pronto Soccorso-Ospedale “Dimiccoli” Barletta – la violenza è trasversale colpisce donne di ogni ceto sociale e di ogni età. Ciò che manca è una rete sanitaria che aiuti e tuteli il personale sanitario nel caso in cui si trovino dinanzi a casi di drammatiche violenze, ci manca personale del corpo di Polizia e un “percorso rosa” che possa tutelare le vittime. Quello che auspico è che venga istituita anche nel nostro ospedale cosi come è avvenuto al Policlinico di Bari, una “stanza rosa” riservata esclusivamente alla cura fisica e psichica delle donne vittime di violenza .”

“Oltre il 30% delle donne italiane è vittima di violenza – ha sottolineato Corinna De Cesare , giornalista del “Corriere della Sera” nonché curatrice del blog “La 27^ora” del Corriere della Sera e coautrice del libro “Questo non è amore” – siamo 13 colleghe che dal marzo del 2011 curano il blog “la 27^ ora” trattando e approfondendo i molteplici casi di violenza. Purtroppo mancano le risorse e i centri antiviolenza fanno mdavvero tanto per queste donne ricevendo poco e nulla in cambio. Un dato allarmante sono tuttavia i 17 miliardi stimati da Intervita onlus, per le iniziative e il sostegno sotto svariati aspetti offerto alle vittime, pertanto – ha concluso la giornalista – il fenomeno pesa anche o dal punto di vista economico oltre che sociale. Ma ribadisco il mio appello “Uscire dalla violenza si può”.

Dora Dibenedetto

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