Barletta, Giornata contro violenza sulle donne. La consigliera Dascoli: «Per le donne è sempre inverno»

0
75

“Ebbene, conosciamo i numeri: solo nei primi sei mesi del 2013 sono stati 65 i femminicidi compiuti in Italia e lo scorso anno ne abbiamo contati uno ogni due giorni. Ne abbiamo parlato, continuiamo a parlarne a costo di tediare coloro che ci ascoltano, molto spesso sorridendo sarcasticamente di fronte al nostro dire.

Sebbene però se ne parli ampiamente, l’Italia non ha ancora adottato tutte le misure previste dal consiglio d’Europa per contrastare la violenza di genere. Esistono molti dati che abbiamo a disposizione , a tutti i livelli : dai Pronto Soccorso , dai tribunali, dalle case rifugio , dai servizi sociali , ma essi non parlano tra loro, non fanno rete. Quando si raccolgono i dati sulla violenza ogni servizio fa la propria scheda con i dati delle donne aiutate , ma tutte con parametri diversi per cui difficilmente comparabili.
Servirebbe una cabina di regia , un sistema informativo standardizzato che ci porti a modelli comuni di intervento . Bisogna adottare su tutto il territorio nazionale dei modelli di assistenza e sostegno alle vittime attraverso reti operative territoriali che forniscano risposte integrate più efficaci. Lo ha ribadito  giorni fa il ministro della salute il concetto che lavorare in rete consente azioni congiunte e tempestive allo stesso tempo. Tutto questo va bene per arginare il fenomeno!
L’altra arma che abbiamo a disposizione e’ la creazione di un cambiamento culturale profondo. In vista della giornata internazionale contro la violenza sulle donne il presidente Vendola e l’assessora al Welfare Elena Gentile hanno presentato le azioni previste dalla regione per lottare contro la violenza di genere. Si sta predisponendo una bozza di disegno di legge che detta “norme per la prevenzione ed il contrasto della violenza di genere” che, dopo un iter di concertazione in ogni provincia a partire dal 10 dicembre a Lecce, approderà in consiglio regionale.
 Una legge regionale che sia molto più efficace di quella nazionale che ha solo un taglio repressivo. Assieme alla consigliera di parità si procederà all’ascolto delle vittime attraverso le associazioni. Verranno promossi percorsi di educazione e formazione con 215.000 studenti e 236 istituti superiori coinvolti in un concorso di idee attraverso l’ufficio scolastico regionale.
Si è parlato anche dell’urgenza di perfezionare il sistema dei centri antiviolenza e delle case rifugio; Basti pensare che dei 19 centri antiviolenza attivi, solo sei sono a titolarità pubblica, mentre 13 sono gestiti da associazioni di volontariato.
Delle sei case rifugio attive, solo una ha  titolarità pubblica con gestione coperta da cofinanziamento degli Ambiti  territoriali. E a Barletta che succede? Una sola realtà e attiva per arginare questo fenomeno sociale gravissimo: l’ Osservatorio Giulia e Rossella; un’associazione che opera in forma di volontariato senza alcun contributo reale che consenta loro di essere ancora più forti e accoglienti  sul territorio.
Mi auguro che l’amministrazione intervenga il prima possibile e non abdichi al suo ruolo sociale , affinché non si perda anche quest’unica mano tesa verso quelle donne che pensano di aver ormai un destino segnato di solitudine e silenzio. Anziché continuare noiosamente a celebrare questo 25 novembre con parole od eventi inutili cerchiamo di far sì che arrivi questa maledetta primavera e che  per queste donne non sia mai più sempre inverno”.
Foto: www.barlettalive.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here