Barletta, le novità sulla Bar.sa. di Cascella non piacciono ai sindacati

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“Non solo lavoratori e sindacati, ma tanti altri apprendono dalla stampa che la Bar.S.A. viene frammentata e messa sul mercato, forse ‘svenduta’ a privati, nonostante tutti i soldi, gli impegni e le risorse che il Comune in questi anni ha investito”, commentano dalle segreterie delle tre sigle sindacali per le quali “non si capisce il come e neanche il perché. Ci sono modelli più efficienti? Si cerca di scaricare sui lavoratori la crisi del Comune? Se ci fosse un disegno vero si potrebbe discutere e costruire il consenso dei dipendenti e dei cittadini. Così, invece, non si capisce a cosa si miri e a chi possa servire. Non solo, i posti di lavoro potrebbero essere minacciati, si assiste ad annunci ed a decisioni senza nessun confronto, senza informazione preventiva e senza ascoltare chi ne ha diritto per legge, ovvero, oltre al Consiglio comunale che ne è all’oscuro, i lavoratori ed i loro rappresentanti, cioè coloro che durante gli anni di ‘vita’ della Bar.S.A. S.p.a hanno fronteggiato e gestito, quasi giornalmente, difficili partite sindacali al fine del buon proseguimento dell’attività societaria. Occorre a questo punto ricordare – proseguono le segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – solo alcune delle difficoltà che i lavoratori hanno dovuto affrontare negli ultimi anni alle prese con ben tre procedure di mobilità, sfociate in licenziamenti, ed un contratto di solidarietà che è ancora in atto, ma anche l’annosa vicenda degli ex interinali che a breve finalmente dovrebbe volgere al termine. Nonostante tutto, nessuno mai ha immaginato un eventuale smantellamento, né tantomeno la ‘privatizzazione’ della Bar.S.A., società che ricordiamo, ove ce ne fosse bisogno, è stata costituita per inglobare lavoratori che erano già stati espulsi dal mondo del lavoro”.

Come si può rilasciare una dichiarazione di tale portata – si chiedono le tre sigle sindacali – senza pensare alle possibili conseguenze per centinaia di famiglie? Dietro questa dichiarazione c’è un progetto? E se ci fosse, non sarebbe opportuno esporlo alle parti sociali e, perché no, all’intera cittadinanza barlettana, giacché la Società è in partecipazione al 78% dal Comune di Barletta, magari ascoltando i suggerimenti che arricchirebbero sicuramente la discussione a sostegno dei lavoratori? In un particolare momento dove la Società da cinque anni circa chiude bilanci in attivo?”.

Invece di rafforzare le società pubbliche, estendendo la loro capacità di azione, – concludono le segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – si ricorre alla frantumazione, così che possono diventare facile preda di privati, talvolta senza scrupoli. Tutto ciò potrebbe aprire seri problemi sul rispetto dei contratti lavorativi e sulle condizioni di lavoro nonché sul rispetto di tutte le normative di salute e sicurezza. Per quanto detto, non è assolutamente possibile accettare, né comprendere tale comportamento. Pertanto, le segreterie di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil chiedono un immediato incontro con l’Amministrazione della Città di Barletta per conosce nel dettaglio, il ‘piano strategico’, se ce ne è uno”.

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