Barletta, divieto d’accesso al molo di Levante. Contrario Pastore: «Piuttosto si metta in sicurezza il trabucco»

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“Quel luogo appartiene alla storia dei barlettani, di tutte le generazioni. E se ci sono situazioni di pericolo, come è evidente che vi siano, o di degrado, cosa altrettanto innegabile, il rimedio non è la chiusura, bensì la bonifica, la messa in sicurezza e la vigilanza. Questo è dovere delle istituzioni, non porre divieti fini a se stessi”, prosegue Pastore.

Stando a quanto riferito dal consigliere regionale, pare che la Capitaneria di porto intenda vietare l’accesso e la fruibilità del braccio di Levante, dove, fra l’altro, lo stato precario del trabucco, dopo due incendi, rappresenta una situazione di pericolo, potendo venire giù da un momento all’altro.

“Quell’antico strumento di pesca ha urgente bisogno di essere recuperato, diversamente le sue ore sono contate. Nell’edilizia, quando ci sono situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, i comuni per legge intervengono direttamente se i proprietari non ottemperano alle ordinanze di messa in sicurezza per poi rivalersi su di essi per i pagamenti. Perché la capitaneria non fa la stessa cosa con il trabucco? Perché si preferisce “punire” la popolazione privandola di un bene prezioso, di un luogo al quale è legata da sempre? Un luogo che merita rispetto, pulizia, decoro e che, invece, a partire dalla radice del molo, è abbandonato, dove ci sono rifiuti e nessuna manutenzione, né ordinaria né straordinaria”, conclude Pastore.

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