Andria, proposta di Sel e Nursing Up sul riordino ospedaliero

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“La necessità di mettere mano al sistema sanitario, è bene ricordalo, è scaturita da politiche nazionali ed europee sostenute da parti politiche che hanno abbracciato in toto la c.d. austerità (un particolare trattamento è stato poi riservato alla nostra Regione); esse stesse non sono di certo afferenti né alla sinistra né tantomeno alla nostra idea di sanità. E’ bene ricordare che si parla del Governo Berlusconi – Tremonti – Fitto.

Questo ridimensionamento, basato soprattutto sul taglio del costo del personale e di alcuni capitoli di spesa, ha accelerato il percorso di adozione del PIANO DI RIENTRO, portando la Regione a scelte drastiche guidate però dall’intento di rivoluzionare la strategia sanitaria, spostando appunto l’assistenza sanitaria riservata al cittadino verso un processo di deospedalizzazione, puntando quindi sull’assistenza territoriale (pazienti cronici, pazienti oncologici, prevenzione screening come quella del carcinoma del colon retto).

Da qualche settimana è stata dichiarata l’uscita dal piano di rientro e si sta aprendo la fase operativa che prevede una sanità sempre più legata al cittadino e al welfare, e sempre meno ad atti campanilistici e di poltrone dirigenziali sanitarie e non.

Fatte queste premesse, nella nostra Asl il piano di riordino non è mai andato in porto pur susseguendosi delibere da gennaio di quest’anno sino ad arrivare all’ultima di fine giugno, delibere che si sconfessavano l’una con l’altra, che mettono in pratica una sorta di riordino che poco ha a che fare con il regolamento regionale.

La delibera ultima della Asl bat n.995 del 27/09/2013 prevede con decorrenza all’ormai passato 15 settembre c.a. che al presidio ospedaliero di Andria vengano disattivate le Unità Operative dei reparti di Otorinolaringoiatria, Oculistica e Chirurgia Plastica con le seguenti precisazioni: 6 posti letto che si vanno ad aggiungere ai 20 posti letto di Chirurgia Generale. Di questi, quattro sono assegnati ad Oculistica e due a Chirurgia Plastica, nessuno ad Urologia (che dovrebbe avere 15 pl, attualmente divide i 24 con la chirurgia generale), unica su tutto il territorio aziendale; viene altresì rinviata l’attivazione dell’UTIN e viene rinviata l’attivazione dei sette posti letto di Neurologia, in attesa di ristrutturazione edilizia e rifunzionalizzazione del reparto. Ristrutturazione edilizia, inviata come proposta dal nostro gruppo politico in collaborazione con la sigla sindacale autonoma Nursing up, del nosocomio andriese, sulla scorta di fondi a disposizione rivenienti da vecchie ristrutturazioni (ala nuova) e seguendo come faro il regolamento regionale n.36 sempre sostenuto da Sel. Proposta inviata e presentata personalmente all’Assessora Elena Gentile che prevede lo sfruttamento ed ottimizzazione di tutti gli spazi, come ad esempio le vecchie sale operatorie al sesto piano, cosi da difendere con proposte concrete quella che è la MISSION del Bonomo, ovvero polo chirurgico e polo di emergenza-urgenza a differenza di altri nosocomi come quello di Barletta dove si procede spediti ad inaugurazioni di reparti come, ultimo in ordine cronologico, l’Ematologia (presente prima a Trani). Di ristrutturazione attualmente si può parlare solo in termini “edili” visto che sono partite le pitturazioni degli ingressi del pronto soccorso, delle scale di accesso per i visitatori ai reparti, e di qualche UO come la Medicina Interna.

 Ovviamente tali azioni di “colore” sembrano quasi attuate in funzione della visita assessorile del prossimo 3 ottobre. Come non ricordare i blitz di qualche mese fa che hanno svuotato il parcheggio del nosocomio… La domanda che ci poniamo, e poniamo alla pubblica attenzione è la seguente: perché il piano di riordino regionale non si applica nel nostro territorio? Rivolgiamo la stessa all’Assessora cui chiediamo di valutare la nostra proposta di ristrutturazione del nosocomio in attesa di avere aggiornamenti sul nuovo nosocomio della direttrice Andria-Canosa. È rivolta alla Direzione Generale ed ai sindaci della sesta provincia i quali, con atti dal sapore campanilistico, con il timore di perdere consensi, ostacolano la messa in atto del riordino. Siamo in attesa che la Asl Bat, in concerto con la Regione, ridefinisca le dotazioni organiche dove attualmente sussistono gli standard regionali inviati alle asl sul fabbisogno di personale; la nostra Dg ha impiantato delle bozze di dotazioni organiche con vincoli economici più larghi rispetto a quelli del piano di rientro (appena superato) ma che eliminano il turnover e mantengono quel fastidioso vincolo di mantenere la spesa del personale numericamente presente, sul 50% di contratti a termine rispetto al 2004 e di non superare l’1,4% rispetto al 2004 di personale di ruolo.

Vale ricordare su questo punto che nel 2004 la Provincia non esisteva e di conseguenza nemmeno l’asl: il calcolo è fatto, quindi, su basi empiriche di pezzi di asl all’epoca esistente (ba e fg) che oggi non riteniamo più congrue con la realtà ed il fabbisogno della popolazione. Inoltre la asl Bat ha anche ridefinito il piano triennale di assunzioni che a grandi linee non sembra soddisfare la mission per la quale la Regione ha identificato il nostro nosocomio; chiediamo quindi di analizzarlo nei minimi particolari, in concerto con la parti sociali, affinché si possa evitare di creare “danni” irreparabili per il nostro territorio con un atto aziendale.

Il nocciolo della questione, a parte responsabilità politiche (perché la sanità è una questione politica) sta nel fatto che c’è bisogno di personale per poter far funzionare al meglio i nostri ospedali, far funzionare in toto le sale operatorie e dare, sia dal punto di vista ospedaliero che territoriale, un’assistenza quantitativa e qualitativa adeguata. L’hanno capito addirittura le larghe intese del governo nazionale che scopiazzano, in malo modo, la possibilità di stabilizzare personale precario. Ma questa è un’altra storia. Qui si tratta di cambiare politicamente l’idea e allontanare lo spauracchio dell’austerità e dei campanilismi, e mettere sotto i riflettori la Salute, e quindi il welfare, come Bene Comune.

Proposta piano di riordino Andria elaborata da Sel Andria e Nursing Up.

UUOO previste dal riordino della rete ospedaliera come da LR e supplemento N. 189, nella specifico per quel riguarda il PO di Andria:

 

CARDIOLOGIA 12 (posti letto)

UTIC 6

CHIRURGIA GENERALE 20

OCULISTICA 4

MEDICINA 24

NEFROLOGIA 10

NEUROCHIRURGIA 15

NEUROLOGIA 15

ORTOPEDIA 24

OSTETRICIA E GINECOLOGIA 24

PEDIATRIA 10

NEONATOLOGIA 6

UTIN 6

UROLOGIA 15

CHIRURGIA PLASTICA 2

RIANIMAZIONE 8

 

 

 

 

 

 

 

Proposta riorganizzazione strutturale delle UUOO in base al riordino.

6° PIANO

OSTETRICIA E GINECOLOGIA 24

UTIN 6 + NEONATOLOGIA 6 + SO INTERNA + AMBULATORIO OSTETRICO

5° PIANO

CHIRURGIA GENERALE 20 + OCULISTICA 4 (ala nuova)

PEDIATRIA 10 + AMBULATORIO PEDIATRICO (ala vecchia) + CENTRO LUDICO (ex ambulatorio ORL)

4° PIANO

AMBULATORIO UROLOGIA + AMBULATORIO CHIRURGIA PLASTICA (ala ex dialisi)

UROLOGIA 15 + CHIRURGIA PLASTICA 2 (ala vecchia)

ORTOPEDIA 24 (ala nuova)

3° PIANO MEDICINA 24 (ala nuova)

NEUROLOGIA 15 (ala vecchia)

NEFROLOGIA 10 + DIALISI PERITONEALE (ala vecchia – ex Rianimazione)

2° PIANO

AMBULATORIO NEUROLOGIA + AMBULATORIO ORL (ala ex endoscopia)

DIALISI (posizione attuale)

CARDIOLOGIA 12 + UTIC 6 (posizione attuale)

ENDOSCOPIA DIGESTIVA + AMBULATORIO MED INTERNA (ex neurochirurgia)

1° PIANO

AMBULATORIO OCULISTICA + AMBULATORIO ORTOPEDIA (ala ex dialisi)

RIANIMAZIONE 8 + S.O.

NEUROCHIRURGIA 15 + AMBULATORIO NCH (ala vecchia)

PIANO TERRA: ANGIOGRAFIA (h24), RADIOLOGIA E NEURORADIOLOGIA, PS (da

ampliare).

 

 

PRECISAZIONI:

La nostro proposta di riorganizzazione secondo il piano di riordino ospedaliero ha seguito una ratio, disponendo ambulatori (accessibili da vie preferite come dall’ex padiglione dialisi con ingresso dal grande cortile) ed UUOO in base alla loro branca chirurgica (il più possibile vicino alle sale operatorie) e medica.

Il SIT sarà ubicato nella posizione attuale con aggiunta della sala donatori dopo ristrutturazione prevista ll’interno della spesa della ristrutturazione.

Dal punto di vista economico ci sarebbero 5 milioni di euro circa per far partire i lavori, soldi a disposizione delle Direzione (fonte attendibile ma al momento non documentata).

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