Trinitapoli, Brandi e Piccinino: «Illegittima la gestione museo e Parco ipogei»

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Lo affermano i consiglieri del Pd, Donato Piccinino e Giuseppe Brandi, che sulla vicenda hanno presentato una mozione, da discutere in consiglio comunale, per la revoca della delibera di giunta e che, soprattutto, sospenda, in autotutela, la determina con cui è stata pubblicata la gara riservata. “Si tratta – dichiara Piccinino – di un pasticciaccio brutto per consentire alla Soprintendenza di svolgere un ruolo che non le compete: quello della gestione del patrimonio archeologico che per legge tocca a Comuni e Regioni. Quali le ragioni di questa “perseveranza” da parte della Soprintendenza che la portano a scavalcare ruoli e norme?”.

“I dubbi riguardano le modalità di concessione – sostiene Piccinino – considerando che il museo ed il parco sono servizi pubblici per cui va seguita la strada ordinaria che passa attraverso il consiglio comunale che, per esempio, definisce tariffe e organizzazione dei servizi, come ad esempio, il prezzo dei biglietti proposto dalla giunta. Mesi fa abbiamo approvato un Regolamento su cui c’è stata una attenzione particolare da parte nostra che, pur rivisto sostanzialmente in molte parti con le nostre osservazioni, poteva essere più calzante e attuale per il nostro patrimonio culturale”.

“Il problema – aggiunge il capogruppo del Pd – è che questa amministrazione ha dimostrato ormai di agire solo quando si trova di fronte ad aut aut o finisce in un imbuto: sono a digiuno della parola programmazione. Al netto di tutti i ritardi per l’allestimento della mostra nel Museo ormai completato da tempo non si capisce perché in due anni e mezzo l’attuale giunta non si sia mai posto il problema della gestione: una competenza esclusiva dell’ente locale che dovrebbe procedere in autonomia nel rispetto della normativa e delle leggi. Perché il principio dell’evidenza pubblica e della trasparenza, parola tanto cara alla “Rinascita”, è estranea a questo bando? Ma i dubbi sono altri e riguardano il percorso che attende la valorizzazione del nostro patrimonio nel prossimo futuro: che senso ha bandire un avviso per la gestione di un solo anno? Così come non c’è una minima analisi economica, sulla base di costi preventivabili e possibili entrate, su cui supportare questa procedura ed è del tutto assente ancora la Carta dei servizi che dovrebbe essere redatta dal direttore del museo, Annamaria Tunzi, e approvata dall’amministrazione in cui definire gli standard minimi dei servizi da rendere. Nel nostro caso, invece, si agisce al contrario: prima troviamo la gestione e poi viene tutto il resto”.

Sono stati spesi milioni di euro in questi anni, e questo settore è uno degli investimenti più grandi fatti dal nostro comune, intorno alle attività culturali erano riposte anche le speranze di giovani che vedevano una possibilità di investimento e che hanno pianificato anche percorsi di studi specifici in questo senso, e la decisione legata al modello di gestione che è il cuore di tutta la questione viene svolta nell’assoluto silenzio, seguendo una traccia scritta che non passa attraverso il confronto su soluzioni diverse o che coinvolga, per esempio, i diversi attori del settore a partire dalle associazioni culturali.

Michele Mininni

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