Spot Giallo Oro, Arcigay Bat incontra titolare azienda: «Chiedo scusa, ora lavoriamo insieme per uno spot simpatico»

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Presenti le associazioni lgbt Arcigay Bat, Arcigay Bari, Agedo Puglia (non presente, ma sostenitrice dell’incontro) e Officine Makumba, che si sono confrontate con il sig. Francesco Rutigliano, titolare della ditta “Giallo Oro” e il sig. Michele Brunetti, pubblicitario e intermediario in questa occasione, per un incontro chiarificatore in merito allo spot che tanto ha fatto discutere e che ha portato alla soppressione dello stesso dalle tv locali e dalla cartellonistica stradale.

Al signor Rutigliano va riconosciuta comunque la volontà di mettersi in discussione dal punto di vista personale e professionale, portando allo scoperto attraverso le domande poste una serie di luoghi comuni e pregiudizi che purtroppo sono ancora profondamente radicati. Stando infatti al resoconto del dibattito, il confronto sarebbe iniziato con le scuse del signor Rutigliano: “Io ci tenevo a quest’incontro per comprendere dei meccanismi che evidentemente ho trascurato. Non era mia intenzione offendere nessuno, ma dal momento che l’ho fatto chiedo scusa a tutti. Sono rimasto sbalordito nel momento in cui mi sono visto arrivare tutte queste critiche. Vorrei chiedervi dunque: perché questo spot ha suscitato tante offesa?”.

Una domanda lecita alla quale il confronto ha fornito una risposta: “Lo spot in questione rappresentava uno stereotipo, raffigurando l’omosessuale come uno strano. Nella fattispecie dei due personaggi protagonisti era presente uno stereotipo legato al sesso, tant’è che la mission delle associazioni lgbt e in particolare di Arcigay è di spostare l’accento dall’omosessualità all’omoaffettività. Il linguaggio si era rivelato chiaramente di natura allusivo-sessuale, come se gli omosessuali pensassero al sesso più di quanto debbano fare per farsi accettare dalla società”.

Il signor Rutigliano ha poi posto un’obiezione: “L’intento dello spot era quello di far ridere: pensate ai carabinieri per esempio, si tratta di suscitare il sorriso su una categoria. Allora su di voi non si dovrebbe far ridere?”.

Anche questa esitazione ha trovato una risposta: “In un contesto storico-sociale in cui esiste una lotta per combattere uno stereotipo, diviene logico che le associazioni debbano intervenire. Nel contesto attuale in particolare con uno spot del genere si finisce per affossare quel poco che le associazioni lgbt hanno ottenuto a livello locale”.

Nel corso dell’incontro è emerso comunque un dato incontrovertibile. Come ha spiegato Brunetti, “È la prima volta che un imprenditore che pensa di aver toccato la sensibilità di alcune persone abbia deciso di confrontarsi per capire di aver sbagliato o meno. Questo deve servire non a farlo rimanere un episodio isolato, bensì va valutata come esperienza”.

Rutigliano in effetti ha fatto una rivelazione molto importante quanto sincera: “Le vostre denunce non hanno fatto che ingigantire la mia pubblicità. Io sono venuto qui a chiedervi scusa come Francesco Rutigliano e non come titolare della ditta “Giallo Oro” perché non ho nemici. Avrei potuto tranquillamente rispondervi con una e-mail per accendere ulteriormente la polemica”. Un intervento che le associazioni hanno apprezzato.

In conclusione, di comune accordo tra le parti “abbiamo in progetto di realizzare uno spot pubblicitario il cui soggetto verrà deciso con le associazioni lgbt locali. “Qualora dovessimo riuscire con le vostre idee e i miei mezzi a realizzare uno spot simpatico, ve ne sarei due volte grato. Impiego la maggior parte del mio tempo nel progettare pubblicità rispetto al mio vero mestiere”. L’associazione Arcigay Bat ringrazia  Francesco Rutigliano e  Michele Brunetti “per l’immensa disponibilità, con l’auspicio che questo episodio costituisca un esempio di civiltà per eventuali simili situazioni nel nostro Paese”.

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