Piano Paesaggistico Regione Puglia, IdV Bat presenta osservazioni a tutela della biodiversità

0
413

La loro presenza nel Piano Paesaggistico vigente PUTT/Paesaggio ha consentito di tutelare la biodiversità ad esempio a Bisceglie della zona Pantano-Ripalta, debellandone per poco più di dieci anni, dal 2001 ad oggi, la cementificazione.

Pertanto, il commissario provinciale IdV BAT Giuseppe Papagni, di concerto con il Circolo IdV “Peppino Impastato” di Bisceglie, ha presentato le proprie Osservazioni e una proposta di emendamento al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, all’Assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente, all’Assessore alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro, affinchè le “oasi di protezione” e “zone di ripopolamento e cattura” siano ricomprese nelle Norme Tecniche Attuative e nelle Tavole del PPTR tra le aree protette con un sistema di tutela equivalente a quello del PUTT/Paesaggio che fino ad oggi ha permesso di conservare e tutelare tali aree nell’ottica di uno Sviluppo Sostenibile.

Di seguito il testo dell’osservazione:

Oggetto: Osservazioni e Proposta di emendamento al PPTR.

    PREMESSO

che nel PPTR adottato da codesta Amministrazione  non sono state inserite le “oasi di protezione” e le “zone di ripopolamento e cattura” del Piano Faunistico Regionale.  In particolare le “oasi di protezione” e le “zone di ripopolamento e cattura” del Piano Faunistico Regionale non sono state inserite tra gli “ulteriori contesti” delle “Componenti delle Aree Protette e dei Siti naturalistici”(art. 67 delle NTA del PPTR); che nel vecchio PUTT invece tali “oasi di protezione” e “zone di ripopolamento e cattura”  erano equiparate alle AREE PROTETTE (art.3.13.1 delle NTA del PUTT) con le stesse prescrizioni di queste ultime (art.3.13.4 delle NTA del PUTT).Nelle more dell’approvazione definitiva del PPTR il Circolo “Peppino Impastato” dell’Italia dei Valori di Bisceglie

CHIEDE

che nella lista degli “ulteriori contesti” delle “Componenti delle Aree Protette e dei Siti naturalistici”(art. 67 delle NTA del PPTR) vengano inserite come ulteriori voci le seguenti: “oasi di protezione” e le “zone di ripopolamento e cattura”, cioè (proposta di emendamento) che nel comma 3 dell’art.67 delle NTA dopo:

3. Gli ulteriori contesti sono costituiti da:1) siti di rilevanza naturalistica; 2) area di rispetto dei parchi e delle riserve regionali.venga aggiunto:

3) le “oasi di protezione”

4) le “zone di ripopolamento e cattura”

Questa integrazione risulta coerente con l’art. 143, comma 1, lettera e, del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Che nell’art.68 delle NTA dopo il comma 3

3) Area di rispetto dei parchi e delle riserve regionali (art. 143, comma 1, lettera e, del Codice)

venga aggiunto:

4) Oasi di protezione e zone di ripopolamento e cattura (art. 143, comma 1, lettera e, del Codice)

Consistono nelle zone faunistiche definite dalla L.r. n.10/84 come “oasi di protezione” e “zone di ripopolamento e cattura” e ricomprese nel Piano Faunistico Venatorio Regionale, come delimitate nella tavola 6.2.2 e nelle aree individuate successivamente all’approvazione del PPTR ai sensi della normativa specifica vigente.Chiediamo pertanto che nella tavola 6.2.2 siano riportate le perimetrazioni delle suddette aree inserite nel Piano Faunistico Venatorio Regionale.

Chiediamo altresì che sia aggiunto un art.71 bis inerente prescrizioni ad hoc, per le “oasi di protezione” e le “zone di ripopolamento e cattura”, identiche o equivalenti a quelle del vecchio PUTT/P (art. 3.13.4 delle NTA), ovvero ancora equivalenti a quelle di una AREA PROTETTA ai sensi della L.r. n.19/97.

Pertanto dopo l’art. 71 delle NTA chiediamo venga aggiunto:

art. 71 bis –  Prescrizioni per Oasi di Protezione e Zone di Ripopolamento e Cattura

Nelle Oasi di Protezione e Zone di Ripopolamento e Cattura si applicano gli indirizzi di tutela di cui all’art. 69 e le direttive di tutela di cui all’art. 70; a loro integrazione si applicano le seguenti prescrizioni:

non sono autorizzabili piani e o progetti e interventi comportanti

1.         grave turbamento alla fauna selvatica e modificazioni significative dell’ambiente ad eccezione di quelli conseguenti al ripristino/recupero di situazioni degradate;

2.         le arature profonde e i movimenti di terra che alterino in modo sostanziale e/o stabilmente la morfologia del sito, fatta eccezione per le opere strettamente connesse con la difesa idrogeologica e relativi interventi di mitigazione degli impatti ambientali da queste indotti;

3.         la discarica di rifiuti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here