Margherita di Savoia, sindaco Marrano si difende: «Io come Canà? Onorato ma attacchi infondati della stampa»

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Scrive il sindaco nella sua lettera aperta: “Mi rincresce dover sottrarre tempo e attenzione al mio agire quotidiano al servizio della cittadinanza che a maggio mi ha eletto, per replicare alle scomposte accuse che mi sono state mosse dalle colonne del suo giornale cartaceo ed on line. Ma mi vedo costretto per le ragioni che andrò di seguito ad esporre.

Nell’articolo pubblicato giovedì 19 settembre, avente per titolo ‘Caso De Vincenziis. Sulpl: “Marrano come Oronzo Canà, l’allenatore nel pallone”’, vengo apertamente accusato di ignoranza giuridica, per poi essere ridicolizzato nel maldestro tentativo di accostarmi ad un comico impegnato in una indimenticabile performance. Partiamo dalla fine: a lei ed al suo intervistato (tale Alessandro Marchetti, segretario generale aggiunto del Sulpl) chiarisco che mi sento onorato di essere paragonato a quel conterraneo illustre quale è Lino Banfi, che notorietà e vanto ha conferito alla nostra terra, al contrario di chi pronuncia oggi accuse infondate e di chi le pubblica.

A ciascuno il suo. Ma non ritengo che si possa definire propriamente “informazione” quella comunicazione tesa alla denigrazione di chi legittimamente rappresenta le istituzioni, siede a Palazzo di Città dopo un chiaro passaggio alle urne, e sta semplicemente attuando il programma per il quale è stato preferito ad altri. L’esigenza di fornire ai lettori e cittadini una completa trattazione dell’argomento avrebbe fatto sperare che si instaurasse un clima di dialogo costruttivo, di dialettica, sia pur da posizioni diverse. A questo, mai ci siamo sottratti e mai ci sottrarremo. Né in rappresentanza dei cittadini di Margherita di Savoia, né come singoli individui.

Nel succitato articolo, tuttavia, si ravvisa l’acredine manifestata dall’intervistato e da chi lo ha pubblicato, a scapito della verità. E la verità è scritta in un provvedimento, chiaro nella forma e nei contenuti. È stato emesso lo scorso 6 settembre dal Tribunale,sezione Lavoro e Previdenza di Capitanata, presieduta dal Giudice Lilia Maria Ricucci. E, da uomini di Stato, siamo abituati ad attenerci a quanto stabilito nelle sedi opportune, a maggior ragione se il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese legali, a chiusura della vicenda. In sostanza, per sua informazione, il provvedimento ha chiarito come la giunta municipale il 1 agosto con delibera 113 abbia legittimamente mutato il profilo professionale di Nicola De Vincenziis da ‘Specialista in area di Vigilanza’ a ‘Specialista in attività amministrative’. Ripeto, legittimamente.

Lei, gentilissimo direttore, è libero di esprimere qualsiasi opinione, in maniera più o meno educata, come del resto è libero di fare chiunque anche sostenitore di tesi diverse; ma siamo nell’alveo delle tesi, a questo punto, e non più dei fatti; non più dei documenti; non più delle verità accertate.

Cogliere l’occasione per offendere chi ha inteso riorganizzare la macchina amministrativa per renderla più efficiente, pare strumentale. Ed è accaduto. Nel merito, si valuterà ogni strada di tutela nelle sedi opportune, dimostrando la gratuità e la inconsistenza di attacchi verbali di tale portata, lesivi della dignità e contrari alla verità.

Ricevo il pubblico quotidianamente, senza remore, senza problemi. Sono a disposizione per ogni esigenza di chiarimento. Che si indugi su una questione di una delicatezza estrema, senza gli elementi della veridicità dei fatti, offende l’istituzione prima ancora dell’uomo che la rappresenta. E questo ha fatto il suo giornale, assumendosene, ora, le responsabilità del caso.

In ogni caso ritengo comunque di doverle precisare che Oronzo Canà alla fine ha vinto, come tutte le persone di buon senso e volontà. La saluto e le auguro buon lavoro”.

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