Bisceglie, caso musical “Il mio canto libero”. Pace fatta, ma Arcigay Bat: «Il Comune ci deve spiegazioni»

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Un testo, quello del monologo recitato nel corso del musical, che pare prendesse spunto dalla vicenda reale di un ragazzino abusato che, pertanto, con grande sofferenza era riuscito poi a definire la sua identità sessuale. Un caso, quindi, niente affatto rappresentativo della generalità dell’esperienza omosessuale ma brutalmente segnato dalla violenza, circostanza che va tenuta ben distinta per non generare equivoci.

Dopo un confronto faccia a faccia tra i referenti dell’Arcigay Bat, Michele Pio Antolini e Marcello Filograsso, e i responsabili della  Pastorale Giovanile di Bisceglie,  don Domenico Savio Pierro, dell’Ufficio Stampa dell’Arcidiocesi Barletta – Trani – Bisceglie, Riccardo Losappio, e Leonardo Trione dell'”Arca dell’Alleanza”, l’Arcigay Bat pone fine alla querelle con la seguente nota; in attesa, tuttavia, della presa di posizione dell’amministrazione comunale biscegliese che, pur avendo patrocinato lo spettacolo, per ora non è intervenuta nel dibattito, che ha comunque avuto il merito di sollevare questioni fondamentali per il rispetto della dignità personale.

Scrive l’Arcigay Bat: “Con questa lettera vogliamo esprimere i nostri più sentiti ringraziamenti per la risposta ufficiale in merito alla vicenda del polverone mediatico suscitato dal musical“Il mio canto libero (Scegli la vita!)”. Siamo rimasti molto soddisfatti in primis del nostro incontro chiarificatore che ha avuto luogo presso la sede di Arcigay Bat il 20 agosto, ma soprattutto per noi è fondamentale che con la lettera da Voi diffusa la Chiesa abbia ufficialmente espresso il suo credo condannando apertamente la patologizzazione dell’omosessualità e l’efficacia delle teorie riparative. Si spera inoltre che questa si sia rivelata un’occasione per porre le basi di una proficua collaborazione tra Arcigay e Arcidiocesi volta a debellare completamente l’omofobia a livello locale.

Ringraziamo inoltre Piergiorgio Guarini nella duplice veste di presidente del Presidio Antifascista di Bisceglie e di socio Arcigay per la viva volontà di mediare tra le parti, mentre restiamo sbigottiti e rammaricati di fronte al silenzio dell’Amministrazione Comunale di Bisceglie. Non si creda però che noi rimarremo in trepidante attesa ed in rispettoso silenzio: il sindaco Spina e l’assessora Stoico ci DEVONO UNA SPIEGAZIONE.

In conclusione, l’episodio ha fatto in modo che si potesse accelerare quel dialogo che Arcigay Bat ha chiesto all’Arcidiocesi ai primi di agosto e alla quale l’Arcidiocesi stessa si è detta disponibile allo scopo di combattere insieme quell’anacronistica piaga sociale chiamata omofobia”.

 

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