Barletta, inaugurata Ematologia. Sindaco di Canosa su protesta: «Chiedo scusa ma quale sarà il nostro futuro?»

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Il reparto di Ematologia è stato trasferito dall’ospedale di Trani a Barletta: in questo modo all’ospedale «Dimiccoli» è stato completato il polo oncoematologico che vanta già le unità operative di Oncologia medica, Radioterapia, Medicina Nucleare e il servizio di Radioterapia Metabolica. Nel nuovo reparto di Ematologia, per la prima volta nella Asl Bt, saranno eseguiti interventi di trapianto autologo.

 “C’è grande soddisfazione nel vedere realizzato un nuovo reparto di Ematologia dell’ospedale di Barletta – ha detto il primo cittadino di Canosa – , perché finalmente nella nostra provincia sarà possibile fornire cure più adeguate e trattare col trapianto di midollo i malati ematologici. Non possiamo però non preoccuparci se, d’altro canto, accanto a questa grande struttura, mancano strutture in grado di assistere adeguatamente le partorienti o di fornire le cure più semplici a pazienti affetti dalle malattie più frequenti”.

 “Dagli amministratori regionali e da Gorgoni – ha continuato il sindaco – abbiamo ricevuto ulteriori rassicurazioni sulla costituzione di un percorso che porterà alla istituzione di un “Punto nascita” presso l’ospedale di Canosa. Ciò nonostante, restano aperti grandi interrogativi. Restano ancora un punto interrogativo la metà dei posti letto della media regionale, ovvero, è solo dell’1,62 per mille la disponibilità di posti letto reali per acuti. Sono disponibili, quindi, in totale, solo 641 posti letto in tutta la provincia di Bat (a fronte dei 750 previsti). Se quindi ci consola sapere che malattie più gravi potranno essere curate al Dimiccoli, rimangono tutte le preoccupazioni per i malati di patologie più frequenti e meno gravi, comunque previste dai criteri di ospedalizzazione PRUO. Ancora una volta, quindi, si fanno le nozze con i fichi secchi. Aspettiamo che, come promesso, l’assessore Gentile venga a Canosa per descrivere quanto la Asl abbia previsto di realizzare a Canosa, affinché sia fatta chiarezza”.

Mi dispiace che il presidente Vendola sia stato in qualche maniera “infastidito” dai rappresentanti del Comitato – ha aggiunto La Salvia -, perché non si aspettava che avrebbero manifestato in tale contesto la loro preoccupazione per il depauperamento che di fatto sta avvenendo al nosocomio canosino. Chiedo scusa io, anche a nome del Comitato, se sono state utilizzate espressioni un po’ forti, certamente non condivisibili, anche nei confronti dell’assessore Gentile, frutto delle sfibranti preoccupazioni per le sorti del nostro ospedale. I ragazzi del Comitato hanno poi a lungo potuto rappresentare le proprie perplessità a Gorgoni, che li ha pazientemente ascoltati. Purtroppo, qualcuno nel corso della manifestazione ha affermato che “le proteste rischiano di alzare un muro che non ammetterà deroghe”. Non abbiamo paura di fastidi che si possono provocare ai potenti della terra. Quello che pretendiamo è che venga riconosciuto il sacrosanto diritto all’essere curati”.

L’Amministrazione La Salvia, appena insediatasi, circa un anno e mezzo fa, ha da subito lavorato assiduamente per tutelare l’ospedale di Canosa. Dopo aver preso atto del “Piano di riordino Ospedaliero” varato dalla Regione Puglia alcuni mesi fa, che ha prima previsto e poi, di fatto, ridotto notevolmente il numero dei posti letto (71 invece di 102 iniziali) e ha predisposto la chiusura di vari reparti, con un impatto certamente negativo sullo stato di salute pubblica della comunità canosina, l’Amministrazione ha messo in atto una pressante azione di sensibilizzazione nei confronti dell’Assessorato regionale alla Sanità e nei confronti della Asl Bat. Ha persino appoggiato ogni forma di protesta democratica per modificare la situazione messa in atto dal Comitato B619. L’obiettivo è quello di proporre una valida riorganizzazione dell’offerta sanitaria nel territorio del Nord barese e, in particolare,nell’ospedale di Canosa. Più volte, tra l’altro, il sindaco La Salvia ha sottolineato la mancanza di una “exit strategy” che, attraverso l’identificazione di percorsi dedicati all’emergenza, garantisse sicurezza al paziente acuto chirurgico, o pediatrico o cardiologico. “Restiamo in attesa di conoscere le decisioni della Regione, tenendo sempre alta l’attenzione sul nostro ospedale, affinché vengano garantite le cure alla popolazione, persino dell’intero circondario”, ha ribadito La Salvia. “Aspettiamo quindi che l’assessore Gentile e Gorgoni vengano a Canosa per descriverci ciò che hanno concordato per futuro del nostro ospedale”.

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