Barletta, per il Collettivo Exit “Aria e mare inquinati: politici incapaci”: il benvenuto al nuovo Consiglio comunale

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“Questa nostra denuncia avviene a pochi giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio Comunale,come sorta di “benvenuto”ad una classe politica (la stessa degli ultimi anni) rimasta indifferente alle sollecitazioni dei cittadini, ma soprattutto a poche ore dall’inizio degli Stati Generali dell’Ambiente della Provincia Bat,una kermesse che sa di insulto per la nostra città, visto che il Presidente Ventola e l’assessore all’Ambiente Cefola continuano a negare l’impatto ambientale prodotto dalle autorizzazioni da loro rilasciate per quanto riguarda la gestione dei rifiuti(su tutto Buzzi Unicem e Dalena Ecologia)- scrive Francesco Caputo.

Un’analisi impietosa, che prende in rassegna tutte le criticità ambientali del territorio: “Il cattivo stato di coste e acque è oramai diventato proverbiale in città, a dispetto del trito e ingannevole mantra istituzionale che vorrebbe dipingere Barletta in rapida corsa verso un non meglio precisato radioso futuro improntato al turismo; un jolly discorsivo calato dall’alto ogni qualvolta ci sia bisogno di una via d’uscita rapida e d’effetto per nascondere la pressoché totale mancanza di progettualità e interesse per una città sì in corsa, ma verso prospettive ben meno esaltanti. Ci chiediamo a questo punto che tipo di sviluppo turistico potrebbe avere una cittadina come questa. Non certo legato alla salute del nostro ambiente e del territorio. Basta guardarsi un po’ intorno. Basta guardare, ad esempio, alla triste storia dei nostri impianti di depurazione. Sequestrati dalla magistratura nel 2012 dopo aver scaricato direttamente in mare una quantità indefinibile di scarichi industriali e fanghi non trattati, oggi operano in maniera del tutto insufficiente, non completando il processo di depurazione. E il progetto di ampliamento con l’impianto di affinamento delle acque reflue è a tutt’oggi inattivo. O potremmo guardare alla qualità dell’aria che respiriamo, avvelenata ogni giorno dalle emissioni di aziende insalubri presenti sul territorio. E infine potremmo considerare lo stato del suolo, mangiato e consumato da una cementificazione selvaggia e deturpato da piccole e grandi discariche abusive fiorite intorno al centro abitato, e che rappresentano il naturale corollario di una gestione pubblica dei rifiuti miope, deficitaria e dannosa per l’ambiente e le persone. In conclusione, una situazione non certo idilliaca, che più e più volte come movimenti e associazioni abbiamo denunciato e combattuto”.

“La classe politica locale di questi anni ha mostrato la più totale noncuranza o connivenza con questi problemi, lasciando un intero territorio quotidianamente brutalizzato ad opera di interessi economici o politici che svendono il nostro l’ambiente, il bene comune per eccellenza, per un profitto privato. È quindi necessario un drastico cambiamento di rotta, un processo di riappropriazione di quei beni – l’acqua, l’aria, il suolo – che nessuno potrà mai ridarci. È necessario prendere misure urgenti per ridurre l’impronta ecologica del tessuto produttivo cittadino, porre un freno al consumo di territorio e ridefinire il processi di smaltimento dei rifiuti.L’Assessore all’Ambiente Pisicchio dovrebbe farsi carico del problema ambientale della nostra città e non restare in un silenzio imbarazzante. Soluzioni e proposte ci sono, eppure il territorio continua a morire lentamente”, conclude la nota.

 

 

 

 

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